17 agosto

NOSFERATU, EINE SYMPHONIE DES GRAUENS/DANIELE DI BONAVENTURA

NOSFERATU, EINE SYMPHONIE DES GRAUENS/DANIELE DI BONAVENTURA

Germania, 1922, diretto da Friedrich Wilhelm Murnau, con Regia: ,Interpreti: Max Schreck, Gustav von Wangenheim, Alexander Granach, Greta Schröder, b/n, 94’. Tratto dal libro "Dracula" di Bram Stoker.

Il giovane Hutter viene inviato dal suo padrone, commerciante di terreni, nei Carpazi per concludere un contratto con il misterioso conte Orlok. Dopo aver salutato la moglie, parte a malincuore verso il castello del conte. Pernotta in una locanda dove rinviene un libro riguardante i vampiri e le loro usanze. Il giorno seguente raggiunge il castello e viene accolto dal conte Orlok, che ha la strana abitudine di intrattenersi con i suoi ospiti durante la notte. Il mattino dopo, svegliandosi, scopre dei segni sul collo, ma li attribuisce a punture di insetti. Quando Orlok vede il ritratto della moglie di Hutter, se ne innamora perdutamente e decide di firmare immediatamente il contratto e partire alla volta di Brema per conoscere la fanciulla. Il conte intraprende un percosso via mare, mentre Hutter rientra via terra. Sull'imbarcazione che trasporta il conte (e le sue bare) si diffonde la peste che, all'arrivo, contamina l'intera cittadina. I due giungono a Brema quasi contemporaneamente. Ellen, moglie di Hutter, entra in possesso del libro sui vampiri e lo legge. E' grazie al libro che riesce ad uccidere il conte, tenendolo sveglio fino all'alba. Nosferatu è considerato il capolavoro di Murnau ed è uno dei pilastri dell'espressionismo tedesco. Sebbene il titolo esprima un determinato genere di appartenenza (“La sinfonia dell'orrore”) è comunque semplicistico definirlo un film horror. Certamente è presente nell'opera un certo gusto per l'orrido così come un compiacimento per la difformità, ma ciò che più emerge è un discorso sulle contraddizioni dell'uomo: le sue angosce, le sue paure e la sua difficoltà nello stabilire relazioni con il prossimo, che lo conducono alla solitudine e all'emarginazione.
Nosferatu mette in scena una rappresentazione allucinata della realtà: l'orrore è ciò che fuoriesce dallo stravolgimento della realtà fenomenica. Ciò che più spaventa riguardo al mostro non è la sua deformità, ma la sua appartenenza alla normale realtà quotidiana. Il film ci introduce così nel regno del perturbante, che Freud ha definito come “quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, a ciò che ci è familiare”. Spaventoso e familiare: due termine apparentemente antitetici, ma in realtà molto vicini. Il perturbante scaturisce dall'inserimento dell'umano nel disumano: un mostro spaventoso che prova sentimenti umani. E cosa c'è di più umano dell'amore? Il conte Orlok che si innamora della moglie di Hutter, e che pur di starle vicino rinuncia alla vita. Mentre dall'altra parte Ellen, conscia delle conseguenze del bacio del vampiro, si lascia morire per salvare il suo amato e l'intera cittadina dalla peste.

 

 
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