Strade del Cinema nel corso degli anni...
I documenti portano con sé l'evidenza della loro necessità. Il tempo li trascolora, li sprofonda in polverose distanze, i gusti si avvicendano, la vicinanza sfuma in ricordo, sinché la memoria non dimentica.
Essi dicono più di quello che sono, quasi fossero abitati da insani parassiti: parlano di mestieri, di processi creativi, di delusioni e aspettative, di investimenti e produzioni, di dedizione, di fortuna, di uomini. Pulsante al di sotto di passate stratificazioni, questa complessità si sacrifica in nome di una semplificazione comune: di chi è quel film? chi ne è l'autore? Una riduzione che se da una parte rende giustizia al genio creativo del regista, dall'altra dimentica un panorama densamente abitato, in favore dell'unicuum. Se è vero che sempre alle spalle di una produzione, anche contemporanea, si trovano persone che lavorano nell'ombra, nascostamente decisive, ancor più con il passare del tempo, con il modificarsi delle mode, esse si inabissano, destinate a silenzio certo. Lo stesso avviene con il pubblico: indubbiamente si rigenera, in favore però di un gusto in costante evoluzione.
Il cinema dell'epoca del muto - quasi quarant'anni di stupefacenti creazioni artistiche, di sperimentazioni, di nascite di parametri e mestieri - mentre ha saputo creare un pubblico, divertirlo ed emozionarlo, sembra ora appannaggio di pochi esperti restauratori, conservatori e cinefili. Ciò che era produzione di massa, si è trasformata quasi in disciplina esoterica.
L'operazione che ogni anno Strade del Cinema, festival del cinema muto musicato dal vivo, compie e cerca di migliorare si inserisce in questa prospettiva: non tanto e non solo il tentativo di valorizzare, come abitualmente si usa dire, il patrimonio del cinema muto - quasi esso non avesse valore in sé e per sé - quanto piuttosto quello, da una parte di restituire un pubblico, vero - cioè formato da tutti - a pellicole che rivendicano il diritto di avere occhi su di sé, dall'altra di riattivare tutte quelle vite nascoste o dimenticate, che hanno contribuito a fare grande il cinema, e quindi, in ultima battuta, a formare la nostra contemporaneità.
Grazie all'accompagnamento della musica dal vivo creata per l'occasione, attraverso un suo utilizzo non filologico, tramite l'insieme delle iniziative competitive rivolte ai giovani - Concorso Giovani Musicisti Europei e il concorso silentARTmovies - Strade del Cinema chiama in forze tutte le sensibilità, di artisti e fruitori, al fine di costruire una comunità sempre più ampia di persone capaci di gustare la piacevolezza e la grandezza dei capolavori dimenticati di un cinema vivo.
Ogni documento è muto per chi non sa stupirsi; Strade del Cinema è il luogo, aperto a tutti, per coloro che non hanno rinunciato ad ascoltare le proprie emozioni.




