The Great Voices of Bulgaria + François Raulin Trio

François Raulin, François Corneloup, Jean-Jacques Avenel, The Great Voices of Bulgaria, Ilia Mihaylov

The Great Voices of Bulgaria + François Raulin Trio

Quando il folklore dell'est europeo incontra il jazz continenale. Il coro femminile di Sofia, una delle varie espressioni delle Great Voices of Bulgaria, è sostenuto nella musicazione del film La Belle Nivernaise dal trio francese Raulin-Corneloup-Avenel. Anello di congiunzione tra questi due mondi, tra est e ovest, tra sperimentazione e folklore, è l'eclettismo del pianista François Raulin, che nella sua lunga e varia carriera di musicista, oltre a essersi recato per due volte in Africa per studiare il balafon e nuove espressioni ritmiche, ha condotto grandi lavori di ricerca nel campo della musica popolare e folkloristica.
Raulin è salito sui palchi dei festival del mondo intero al fianco delle più grandi personalità del jazz internazionale (Louis Sclavis, Bruno Chevillon, Michel Portal per non citare che alcuni nomi) e con loro ha frequentato numerosi studi di registrazione. Ha già collaborato in passato sia con il contrabbassista Jean-Jacques Avenel, sia con il sassofonista François Corneloup, ma la formazione che si presenta qui è inedita, non avendo Avenel e Corneloup mai lavorato insieme.
Il coro femminile delle Great Voices of Bulgaria dal canto suo, fin dai tempi in cui la direzione era affidata a Zdravko Mihaylov (padre dell'attuale direttore Ilia), è ricorso alla polifonia e all'armonia moderne per dare vita a composizioni ispirate ai brani della tradizione popolare bulgara. La tecnica usata dalle donne del coro è, da oltre dieci secoli, propria delle popolazioni slave e consiste nello sfruttare le vibrazioni prodotte dalla gola piuttosto che quelle del diaframma. Il timbro particolare, la risonante fusione dei registri, la perfetta intonazione e la forte espressività interpretativa hanno permesso al coro femminile di Sofia, attivo da oltre 35 anni, di riscuotere grande successo in tutto il mondo, aggiudicandosi anche premi prestigiosi (il Grammy su tutti).
Due mondi che si vengono incontro...

 

La Belle Nivernaise (Francia, 1923)
Una produzione Pathé, diretto da Jean Epstein, scritto da Jean Epstein, dalla novella di Alphonse Daudet, fotografia: Paul Guichard, Léon Donnot, montaggio: Jean Epstein, René Alinat, con: Blanche Montel, Mme Lacroix, Maurice Touzé, Pierre Hot, Jean-David Evremond, Roger Chantal, Pierre Ramelot, Georges Charliat, Max Bonnet, 35mm, 85' a 16f/sec, copia proveniente dalla Cineteca di Bologna.

Sinossi
Parigi, un ragazzo di strada viene adottato dal proprietario di una chiatta, la "Belle Nivernaise", e dalla moglie. Il giovane cresce e vive felice sul fiume in compagnia di una ragazza con cui condivide giochi e lavoro, fino a quando il padre naturale non lo porto via con sé. Il ragazzo, lontano dai luoghi e dalle persone amate, si ammala e sta per morire. Al padre non resta che renderlo a chi ha saputo darglo la felicità. Tratto dall'omonimo romanzo di Alphonse Daudet.

 

 
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