6 agosto

BEPPE BARBERA - THE SILENT ORCHESTRA

 

BEPPE BARBERA - THE SILENT ORCHESTRA
Beppe Barbera - pianoforte, composizione e arrangiamenti
Gianluigi Trovesi e Sylvain Kassap - clarinetti
Roberto Bonati - contrabbasso
Vittorio Marinoni - batteria
Quartetto d'Archi "Enea Salmeggia"
Cesare Zanetti - Violino I°
Antonella La Donna - Violino II°
Alberto Martinelli - Viola
Caterina Dell'Agnello - Violoncello


SILENT ORCHESTRA
di Beppe Barbera


L'ORCHESTRA
È la seconda volta che lavoro con un ensemble misto di musicisti classici e jazz. Come colore musicale ho cercato di orientarmi più verso la musica classica, affidandomi ad un quartetto d'archi. Naturalmente, è molto presente anche l'improvvisazione con due solisti d'eccezione come Sylvain Kassap e Gianluigi Trovesi. La scommessa di questo spettacolo è proprio quella di vedere se l'equilibrio tra le due parti sta in piedi.
CLARINETTI
Avevo già adottato in passato l'idea del doppio clarinetto, sempre con Trovesi, ma con Ravaglia al posto di Kassap. È stato Trovesi a consigliarmi Sylvain, che è un grande improvvisatore, uno che sa spingersi anche nella direzioni più radicali. Nei fiati, i clarinetti sono i colori che preferisco. Kassap e Trovesi copriranno quasi tutta la gamma dei clarinetti, fatta eccezione per il contrabbasso. Kassap avrà quelli in si bemolle (basso e soprano) e Trovesi quelli in mi bemolle (piccolo e contralto).
PERSONALITA
Quando si musica un film, credo che sia importante non cedere alla tentazione di scimmiottare le immagini, come si può fare ad esempio scrivendo un tema buffo e divertente per accompagnare una scena comica. Non è certo indispensabile essere originale a tutti i costi, però credo sia giusto far uscire la propria personalità di musicista.
MALINCONIA
Io ho un'indole tendenzialmente malinconica e quindi lavorare su un film come La Passion de Jeanne d'Arc è stato per me particolarmente stimolante. Mi ritrovo molto in questi colori che vanno verso lo scuro...Anche nelle scene più comiche o più emotive, cerco di scrivere musica che vada in questa direzione. Per esempio, il tema di The Count è molto mosso dal punto di vista ritmico però ha un'impostazione, un colore che rimangono scuri. E in Day Dreams, nella scena in cui Buster viene inseguito dai poliziotti, ho messo una musica paradossalmente più drammatica, con dei clusters, delle sonorità quasi di contrasto rispetto alle immagini.
FILM
Mi è sempre piaciuto moltissimo musicare film muti. Oltre a quelli presenti nel programma dello spettacolo potrei citare Zéro de conduite di Jean Vigo, Entr'acte di René Clair, Nosferatu di Murnau oppure Karakorum, sulla spedizione esplorativa del Duca degli Abruzzi. I corti e lungometraggi che ho scelto per questo spettacolo sono quelli che, accostati l'uno all'altro, rappresentano un insieme più compatto, che forse funziona meglio soprattutto dal punto di vista musicale.
IN PACE
È certo una bella sfida trovarsi confrontati a delle opere che, in un certo senso, anche per quanto riguarda le dimensioni, ti sovrastano, però poi quando mi trovo nella situazione di concerto, per quanto ci sia naturalmente anche un po' di tensione rispetto alle difficoltà insite nel fatto di suonare su e per un film, io sono sempre tranquillo. Quando suono, io sono in pace.


MUSICARE
di Beppe Barbera


Cinema e Musica sono due forti emozioni che nel caso della musicazione dal vivo s'incontrano e lo devono fare rispettandosi vicendevolmente. Ovviamente la responsabilità principale è quella del musicista che, a mio parere, deve fare in modo che l'immagine rimanga assoluta protagonista. I pianisti talvolta si lasciano andare ad eccessive sbrodolature romantiche e anche io non sono immune da questo rischio. Per questo motivo, ho sempre cercato di dare spazio ai silenzi, alle frasi rarefatte, alle dinamiche attenuate. Suonare in solo è un'esperienza fantastica che offre maggior spazio per l'improvvisazione e l'emozione del momento. La performance con il pubblico, poi, è sempre diversa rispetto a quanto si prova a casa. Spesso pare quasi di assistere ad un altro film! Mi piacerebbe moltissimo provare a fare una musicazione totalmente improvvisata, senza neppure conoscere in precedenza il film sul quale dovrò suonare. Ho sempre cercato di fare musiche originali. Anche perché poi sono entrate nei repertori dei miei gruppi ed alcune sono anche state incise. Credo di potere affermare che l'incontro con il cinema abbia dato una forte accelerazione alla mia vena compositiva. Ad agosto sperimenterò, invece, un organico mai provato fino ad ora: un nonetto in cui jazz e classica s'incontreranno. Penso di poter affermare che da un punto di vista timbrico prevarrà la dimensione classica, mentre stilisticamente sarà il jazz a prendere il sopravvento, anche se sarebbe più corretto parlare di musica improvvisata.

 

7 agosto

THE LOVE NEST musicato da Naif // NEIGHBORS musicato da Giulio Pedrana Band

 

The Love Nest (1923)

Naif
Federico Marchetti, chitarra classica, flauto
Christine Hérin, piano elettrico, basso, voce
Simone Riva, batteria digitale

Il progetto "Naïf" nasce da un legame d'amicizia e di amore per la musica. Proveniamo da differenti esperienze musicali, componiamo e arrangiamo i nostri brani, alla ricerca costante di uno stile creativo come punto di incontro tra i diversi generi. Christine, voce e autrice dei testi scritti in lingua italiana e francese, suona il basso e il piano; esprime tutta sé stessa, unendo alla sua femminilità l'aggressività della musica "nera". Simone, suona la batteria e la chitarra, sviluppa la sua creatività soprattutto in studio di registrazione, alla ricerca di un "groove" personale. Federico, detto "Sssnakie!", chitarra classica e flauto, studia al conservatorio, adora la musica celtica e medioevale, e, con il suo intervento, completa il "sound" del gruppo. Dopo l'esordio al "Concert pour l'autonomie" il 22 febbraio scorso, il gruppo ha partecipato a diversi concerti e importanti manifestazioni: la "Festa della Musica" di Biella, "Dora Dora Festival 3° edizione" e la "Festa della Famiglia" ad Aosta. Inoltre si è classificato ottavo al concorso nazionale web "Rockzone - ArezzoWave" ed ha superato le selezioni dei concorsi "Sogno di una notte di mezza estate" e "Non solo Rock 2003" prestigioso palco in provincia di Avellino che ha visto esibirsi band già affermate come Almamegretta, Casino Royale, Pitura Freska, Bandabardò. L'obbiettivo dei "Naïf" è quello di ricercare sempre nuove sonorità, anche in collaborazione con altri musicisti, e di divertirsi quotidianamente attraverso l'arte musicale. Abbiamo apprezzato il carattere divertente e nello stesso tempo suggestivo del film. L'alternanza tra momenti comici e misteriose combinazioni dello spazio ci ha permesso di ricercare un sound in una dimensione musicale molto vasta. Prima di tutto, seduti in poltrona, ci siamo gustati "Love Nest" di Buster Keaton. Successivamente, seduti al fianco dei nostri strumenti, abbiamo delineato un tema ricorrente, e una volta identificate le varie situazioni, ci siamo abbandonati all'improvvisazione cercando di riprodurre musicalmente le emozioni che le immagini ci suggerivano. Utilizzando più strumenti ciascuno abbiamo cercato di catturare diverse sonorità "tra suono e rumore", curando maggiormente l'armonia e la melodia al fine di promuovere una composizione più fluida.



Neighbors (1920)

Giulio Pedrana Band
Andrea Zublena, Sax tenore
Fabio Mora, trombone
Simone Torriano, pianoforte
Gabriele Artuso, contrabbasso
Diego Zublena, batteria
Giulio Pedrana, composizione

Il gruppo è stato formato proprio per Strade del Cinema, in quanto pur avendo già suonato insieme, è la prima volta che ci troviamo di fronte a una musicazione di un film. Le selezioni ci hanno dato modo di capire come si potevano sincronizzare le immagini con la musica, utilizzando la composizione come canovaccio, ma lasciando grande spazio all'improvvisazione scelta in base alle scene e alla creatività e sensibilità dei solisti. Dal punto di vista musicale, Neighbors non è facile da suddividere in scene efficaci e non troppo lunghe. Altra particolarità è il susseguirsi frenetico delle vicende del funambolico Buster, che rende il mediometraggio molto divertente, ma altrettanto complicato per noi musicisti. Il tentativo è quindi di scrivere delle sezioni più dilatate, come una suite, cercando però di rimanere nel nostro ambito, quello cioè jazzistico, per non rinunciare alla sensibilità e al gusto dei musicisti. Di certo musicare un film, e in particolare un capolavoro come Neighbors, non è un'impresa semplice, anche perché per noi è un'esperienza nuova, ma sicuramente stimolante sia dal punto di vista compositivo che di improvvisazione.

 

 

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8 agosto

MY WIFE'S RELATIONS musicato da Fonderia // THE GOAT musicato da Giovanni Palumbo

 

My Wife's Relations (1922)

Fonderia
Luca Pietropaoli, tromba
Emanuele Bultrini, chitarre
Stefano Vicarelli, piano, tastiere
Federico Eugenio Nespola, batteria

Nato nel 1994 come collettivo dedito all'improvvisazione, la Fonderia nel corso degli anni ha sperimentato un approccio che permetteva di sperimentare strade e incroci musicali in maniera del tutto istintiva, rovesciando senza scrupoli né pregiudizi le influenze e le idee più diverse nella fornace di furiose sedute di improvvisazione. Col passare del tempo, i nostri interessi si sono ampliati, spaziando dal jazz all'ambient, dalla musica etnica all'elettronica e senza mai dimenticare la matrice improvvisativa, abbiamo dato maggiore spazio alla composizione e ci siamo appassionati all'interazione con altre forme d'arte che potessero amplificare e arricchire le suggestioni della musica, come la poesia, la pittura improvvisata, il cinema e il teatro. Nel 2002 esce il primo disco, intitolato Fonderia, concepito come un viaggio in due dimensioni: gli echi e le atmosfere di luoghi lontani nello spazio e nell'immaginazione, le strade e i quartieri della nostra città, Roma. Da spettatori, la reazione di fronte a "My wife's relations" di Buster Keaton, è stata di divertimento e di sorpresa. Pur conoscendo Keaton non avevamo mai visto questo film, ed è incredibile osservare come tante situazioni e colpi di scena risultino ancora straordinariamente efficaci, nonostante che, in quasi un secolo trascorso da allora, il cinema abbia ampiamente attinto dal repertorio di gag dell'epoca del muto. Da musicisti, abbiamo cercato innanzitutto le corrispondenze e assonanze tra le situazioni del film e le atmosfere che sono alla base della nostra musica: senza dubbio la grande varietà di ritmiche e dinamiche nell'azione, la vita nella grande città, l'incontro/scontro di culture diverse (Buster e la famiglia della moglie). Dato che il nostro approccio compositivo si fonda sull'improvvisazione e sulla "contaminazione" di diversi generi e influenze culturali, siamo particolarmente stimolati dall'idea di realtà diverse che si confrontano. Inoltre la ricchezza e la cura dei particolari nel film sono fonte di innumerevoli spunti, dandoci la possibilità di lavorare su un commento sonoro "a molte voci" come è naturale per una formazione come la nostra, costituita da più strumenti solisti.



The Goat (1921)

Giovanni Palumbo, pianoforte


Nel 1996 ho conseguito il diploma di pianoforte presso il Conservatorio di Musica "N. Piccinni" di Bari, e le primissime esperienze sono in gruppi jazz e fusion, ma anche come solista in ambito barese presentando delle mie composizioni per pianoforte, in contesti quali la sala teatrale "Vallisa" e l'auditorium "Nino Rota" del Conservatorio di Bari. Tra il 1998 ed il 2000, dopo essermi trasferito a Milano, compongo e suono dal vivo le musiche per la pièce teatrale "Corpi Invisibili" da me ideata in collaborazione e con testi dell'attrice Elena Mearini. Nel 2001 compongo e le musiche per "The River Run" del regista Francesco de Molfetta, cortometraggio presentato al Versilia Video Festival 2002 e collaboro con il designer Sandro Santantonio alla realizzazione della sala multimediale "Vita Futura" nell'accademia di Brera a Milano per la quale curo l'aspetto sonoro. Vinco il concorso "Web Star", indetto da Musicland.it e CPM di Milano, nella sezione "Musica per Colonne Sonore". Nel 2002 vinco il premio per la migliore Colonna Sonora originale al "Rimusicazioni Festival 2002 HK4" grazie alla rimusicazione del film muto "La Coquille et le Clergyman" della regista francese Germaine Dulac del 1928. Quest'anno ho composto e curato la colonna sonora per il cortometraggio "Déjà Vu" del regista Marco Masante. Il mio stile compositivo non si ispira a nessun autore in particolare ma, a mio parere, lo si puo' associare piu' alla musica del XVIII secolo che a quella contemporanea. Mi hanno impressionato le capacita' atletiche di Keaton, oltre alla sua espressione perennemente neutra tendente al triste ed orgoglioso. Mi hanno colpito queste caratteristiche espressive ancor piu' perche' in contrasto con l'eccessiva dinamica facciale del capo della polizia (omone dagli occhi di ghiaccio), a volte raccapricciante. Il top di questo contrasto lo si raggiunge nella scena del pranzo (o della cena) dove si attende impazientemente il momento in cui Keaton e l'omone incroceranno gli sguardi. Questa e' la parte che preferisco e, dopo aver sperimentato diversi temi musicali, ne ho trovato uno che rende molto bene il contrasto, perché contrasta a sua volta.

 

 

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9 agosto

HARD LUCK musicato da Iacomama Trio // THE SCARECROW musicato da Quatuor rue du nord

 

Hard Luck (1921)

Iacomama trio
Manuel Pramotton, Sax contralto
Enzo Favre, Basso elettrico
Massimo Leonardi , Batteria

Il trio Iacomama si è formato appositamente per la partecipazione al concorso Strade del Cinema: questa è, infatti, la prima esperienza, del tutto nuova ma molto interessante e stimolante, avuta insieme. Per quanto riguarda Hard Luck tenteremo di lavorare nello stesso modo in cui abbiamo affrontato il cortometraggio delle selezioni e cioè cercando d'immedesimarci nella parte dell'attore principale (anche se il personaggio di Buster ci pare più complesso, come tutto il mediometraggio) e cercando di esaltare le situazioni più forti. Proveremo a trovare un filo conduttore e dei punti di riferimento in tutto lo svolgimento del film e quindi abbineremo ad ogni scena madre una parte musicale, riproponendola durante il film, cercando però di variarla e arricchirla ogni volta. Al di là dei risultati finali, che speriamo siano apprezzati, questa esperienza ci è piaciuta tantissimo.

 

 

The Scarecrow (1920)

Quatuor rue du nord
Benoît Moreau, clarinetto
Laurent Bruttin, clarinetto, clarinetto basso
Zeno Gabaglio, violoncello
Dragos Tara, contrabbasso

Quatuor Rue du Nord nasce soprattutto dalla necessità di dare possibilità di concretizzazione a un'amicizia nata in seno all'Orchestra Giovanile Svizzera, consolidata dal comune amore per la musica improvvisata e infine allentata dalla lontananza. Così Laurent, Benoît e Dragos, residenti e operanti tra Losanna e Ginevra, hanno deciso di intraprendere assieme a Zeno, Monte (Svizzera) e Firenze, la stimolante avventura di Strade del Cinema, contenti di ritrovarsi attorno a Buster Keaton per vivere la propria musica.
Il film fornisce tre elementi distintivi e ricorrenti a livello di narrazione:
1. l'inseguimento, che avviene a piu' riprese e in ambiti diversi, e che richiede una particolare presenza ritmica che accompagni la crescita della tensione;
2. la presenza della ragazza amata, che fornisce l'unica occasione lirica in un film altrimenti molto "veloce" e che perciò va sfruttata o con un appropriato tema o con un particolare arrangiamento o con il concorrere di entrambi;
3. le gag, che (soprattutto nella prima parte, in interno) stanno praticamente al centro della narrazione filmica. Dal punto di vista musicale credo sia necessario rendere lo stupore e l'ilarità portati da ognuna di queste situazioni, senza scadere in un didascalico mickeymousing.

 

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10 agosto

THE PALEFACE musicato da Radiosurfline // THE BALLOONATIC musicato da Gatto Marte

 

The Paleface (1921)

Radiosurfline
Daniele Canuti, computer e dj set
Andrea Scagnelli , computer e dj set

I Radiosurfline (rsl) nascono appena due anni fa e più che un gruppo è una collaborazione tra Canu (daniele canuti dj radiofonico) e Narratore (rapper producer fonico), nata con l'intenzione di non aver intenzioni: è sufficiente recuperare frazioni di musica per farle diventare altro, possibilmente ballo. Nonostante l'ambiguità della nostra proposta, in due anni abbiamo partecipato a diverse manifestazioni e festival come Alessandria Wave, Stati Generali del Rock (selezioni per Arezzo), Festa delle musica Europea di Samassi (CA), proponendo ogni volta strumentazioni (e non strumenti) diverse: piatti, cd player, percussioni, campionatori. The Paleface! Altro che corto ... Gran film! La musica che proponiamo per questo mediometraggio è un continuo rilego di frame che singolarmente non durano più di 5 secondi anche perchè con i 44 secondi di capacità di ogni singolo DJ 70 si arriva così ad avere circa 8-9 campioni a testa. Probabilmenrte tutta la parte ritmica darà voce alle varie situazioni lente e veloci, le zuffe, i salti e le cadute, mentre le parti di piano, eseguite da Stefano Resca per noi, rappresenteranno i diversi umori interpretati da Buster Keaton.

 

 

The Balloonatic (1923)

Gatto marte
Nino Cotone, violino
Giuseppe Brancaccio, fagotto
Maximilian Brooks,pianoforte

Nasce nel 1991 come trio (pianoforte, contrabbasso, batteria) e per un periodo di tre anni circa si dedica al jazz. Il trio, diventato quartetto con l'ingresso del violino, si dedica alle proprie composizioni e pur mantenendo una mentalita' di tipo jazzistico, il suono della formazione viene contaminato dal gusto e dallo stile di ogni elemento. Infatti, oltre al jazz si puo' avvertire una forte influenza classica cosi' come l'impronta di rock e musica contemporanea. Più tardi, l'ensemble, arricchito dall'ingresso del fagotto, si dedica alla composizione di nuovi brani ed entra in studio, incidendo il primo cd Danae nel settembre 1997, a cui seguiranno Gioco del Mago (2000), Pieroino (2001), Leolombrico (2003). Partecipano ad "Autunno Musicale" nel 1998 e ad "Arezzo Wave" nel 2000. Dopo alcune collaborazioni teatrali, musicano Malombra nel 2001 alla rassegna "Luci del nuovo millennio e nel 2002 a Strade del Cinema, metteno in musica "A woman" di Charlie Chaplin, regista di cui avevano già musicato "La febbre dell'oro". "The Balloonatic" ci e' subito sembrato un film intrigante ma al contempo difficile da rendere musicalmente. Fortunatamente ci sembra che il fagotto ben impersonifichi la personalita' del protagonista, serio all'apparenza ma comico nella sostanza. Sono nati cosi' vari temi musicali per fagotto, che orchestreremo.

 

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11 agosto

VARIAZIONI KEATON di Francesco Ballo // SCREENING IN THE RAIN, BY ACCIDENT e GUESTS OF THE NATION musicato da Lomé

11 agosto

 

Variazioni Keaton/1: Hard Luck
regia: Francesco Ballo e Luca Mosso,
montaggio: Martina Parenti e Marianna Schivardi
produzione: Luca Mosso per Associazione Cinematografica Pandora, anno: 2002
formato: betacam sp
durata: 25 min, colore

Variazioni Keaton è il modo più chiaro ed efficace che abbiamo trovato per confrontare versioni diverse di alcuni two reels di Buster Keaton. Abbiamo iniziato con Hard Luck (1921) e DayDreams (1922), di cui sono state presentate di recente due copie restaurate, entrambe ancora evidentemente incomplete, ma - è questa la curiosità - incomplete in modo diverso. Avvalendoci di un dispositivo tipico del cinema sperimentale, lo split screen, abbiamo disposto su due quadri affiancati i restauri francese (raccolto nel DVD Lobster Arté) e americano (DVD Kinovideo), evidenziando carenze e complementarietà. Il lavoro è stato realizzato con un programma di montaggio non lineare e dimostra le potenzialità dello strumento digitale nel lavoro di ricerca filologica. In particolare il lavoro su Hard Luck evidenzia come le attuali sistemazioni storico-critiche debbano essere considerate provvisorie (cfr. F. Ballo, Note su Hard Luck di Buster Keaton in "Griffithiana"), mentre le differenze su DayDreams sono talmente clamorose da offrire esse stesse materiale spettacolare di sorprendente efficacia. Il raddoppiamento imperfetto della straordinaria ed essenziale messa in scena keatoniana mette in discussione la normale attitudine dello spettatore a concentrare l'attenzione sul fuoco principale dell'immagine e lo spinge a sperimentare nuovi percorsi dello sguardo. È un po' come il gioco del comico, che muta ed è sempre sorprendente. (Francesco Ballo e Luca Mosso)


Buster Keaton di corsa
di Francesco Ballo
anno: 2003
formato: betacam sp
durata: 14 min, b/n

Buster Keaton di corsa è un film di montaggio di varie opere di Buster, dal cortometraggio One Week (1920) all'ultimo lungometraggio muto Spite Marriage (1929), in cui vengono raccolte tutte le scene in cui il grande attore/regista corre, creando un perpetuo movimento sullo schermo, sorprendente.

 

 


SCREENING IN THE RAIN
BY ACCIDENT
GUESTS OF THE NATION

 

LOME'
Riccardo Ruggeri - voce
Andrea Manzoni - pianoforte
Luca Bertinaria - contrabbasso
Andrea Beccaro - batteria


Classificatisi al terzo posto del Concorso giovani nell'edizione 2002, i Lomé tornano a Strade del Cinema. Il lavoro assegnato loro è difficile e importante: difficile perché si dovranno confrontare con una pellicola particolare come Guests of the nation, importante perché si tratta della prima visione italiana. La musica dei Lomé è intensa, spessa e stratificata. Variegate le influenze musicali che si metabolizzano nel cantiere-Lomé, così come eclettiche sono le personalità che lo costituiscono e vi lavorano: Demetrio Stratos e Mike Patton si fondono armonicamente con la tradizione americana della musica jazz e con la forza e l'aleatorietà della musica colta del ‘900 da Cage al rumorismo di Zappa e Varèse. Elemento fondamentale della loro estetica è l'improvvisazione , non tanto intesa come la performace solistica su un giro armonico definito, quanto piuttosto il libero e mutuo scambio di idee e stimoli acustici.
L'immagine cinematografica funge da ulteriore detonatore della loro ricerca e personalità musicale. Ermetismo ed espressionismo: la musica dei Lomé non si ascolta solamente, la si deve anche immaginare. Così si esprime Riccardo Ruggeri, il vocalist del gruppo: "La tenacia nella ricerca della libertà, la morte, la rassegnazione e la vendetta degli indipendentisti irlandesi, i loro gesti e le espressioni divengono in questa sonorizzazione allegoria di mondi acustici paralleli. Tanti mondi quanti l'improvvisazione con strumenti acustici può scovarne nel suo potenziale compositivo immaginifico non descrittivo, dando così vita a ulteriori sfumature e dinamiche che andranno a sovrapporsi alla pellicola e a innescare una sorta di circolo vizioso di stimoli per il musicista e lo spettatore".
Mettersi alla prova per dialogare e dialogare per mettersi alla prova, senza paure e senza apparenti confini di stili; i Lomé si propongono con la loro ingombrante onestà artistica, con il desiderio e la volontà di comunicare pur restando fedeli ai loro codici e canali espressivi.

Strade del Cinema ha deciso di stabilire a partire dal 2003 un rapporto privilegiato con le principali cineteche nazionali europee, facendo giungere ad Aosta responsabili, esperti e pellicole mai viste prima in Italia. Quest'anno, il nostro interlocutore sarà la cineteca nazionale irlandese. L'Irish Film Institute possiede un vasto fondo di materiale inedito, l'Irish Film Archive, che costituisce la memoria audiovisiva del Paese. Da questo fondo provengono "Screening in the rain", un cortometraggio di piccoli sketch interpretati da gente comune, "By accident", un omaggio al surrealismo, e "Guests of the nation", un mediometraggio sulla lotta per l'indipendenza dell'Irlanda dal Regno Unito che ha ispirato, tra gli altri, film come "La moglie del soldato" di Neil Jordan. "Guests of the nation" sarà musicata dal vivo dai Lomé, classificatisi terzi nell'edizione 2002 del Festival.
Sunniva O'Flynn, tra i responsabili dell'Irish Film Archive, introdurrà i film e illustrerà il lavoro della cineteca nazionale irlandese.

 

 

12 agosto

DAS KABINETT DES DOKTOR CALIGARI musicato da Girotto - Biondini Duo

12 agosto

 

DAS KABINETT DES DOKTOR CALIGARI (Germania, 1919)
produzione: Rudolph Meinert, Erich Pommer (Decla-Bioscop AG); regia: Robert Wiene; sceneggiatura: Hans Janowitz, Carl Mayer; fotografia: Willy Hameister; cast: Werner Krauss (Dr. Caligari), Conrad Veidt (Cesare), Friedrich Feher (Francis), Lil Dagover (Jane); 35mm, 80' (17 fps); provenienza: Cineteca di Bologna (restauro effettuato da: Cineteca di Bologna, Munchner Filmmuseum - Monaco, Cinémathèque Royale, con il contributo del Proyecto Lumière)


Francis racconta di aver incontrato il Dr. Caligari a una fiera in cui si è recato con il migliore amico Alan e la fidanzata Jane. Qui l'imbonitore esibisce Cesare, un sonnambulo che può prevedere il futuro. Alla domanda di Alan su quando finirà la sua vita, la risposta è "All'alba". La profezia si avvera poiché Alan viene assassinato ed il primo sospetto è Cesare, ipnotizzato da Caligari per fargli compiere azioni delittuose. Altre vicissitudini tra sogno e realtà colpiscono la fidanzata Jane, fino a quando il Dr. Caligari viene accusato e portato in manicomio da Francis, ma qui scopre che è il direttore di questo ricovero. Che tutto questo sia solo l'allucinazione di Francis, rinchiuso in manicomio

 

GIROTTO-BIONDINI DUO
Javier Girotto, sax
Luciano Biondini, fisarmonica


L'idea di affidare ad un duo, che giustifica e incentra la propria esistenza nella ricerca e nella contaminazione del linguaggio jazzistico con la tradizione popolare argentina e con gli stilemi del tango, un capolavoro dell'espressionismo tedesco quale Il Gabinetto del dottor Caligari ci è, sin da principio, sembrata una proposta interessante da sottoporre al pubblico di Strade del Cinema. Al di là infatti della facilità con la quale si cede nel dar credito ai palizzati eretti tra generi ed estetiche, al di là della più triviale retorica che con una certa riluttanza accosterebbe un argentino ad un tedesco, come il formaggio sul pesce, siamo persuasi dell'esistenza di un comune denominatore, non tanto fra le due culture - ipotesi da verificare - quanto piuttosto tra l'arte di Wiene e la musica del duo Girotto/Biondini. Senza dilungarmi in perifrasi barocche, per definirne l'essenza userei il termine forza. Forza intesa come un vero e proprio atto di offesa, come quella ingiustificata e gratuita violazione della propria intimità, come quel fastidioso sovvertimento dell'ordine quotidiano. Perché è questa la sensazione che procura, ancor'oggi, la visione di questa pellicola e perché è ancora vivido in me il ricordo della violenza con la quale il suono del sax di Girotto ha squarciato il silenzio compito della sala da concerto. Sulla base di queste esperienze vissute la scelta si giustifica: l'essere disatteso, il mostrarsi altro, inafferabile sempre più in là di ciò che c'è, sempre prima di ciò che si può immaginare. Il peso ingombrante della forza di un gesto artistico, vero. La musica di questo duo non smussa gli angoli delle sghembe scenografie del mondo di Caligari, non apre degli esterni reali alla sua claustrofobica natura, ma si inserisce come l'elemento sonoro di questo esistere. Javier Girotto è un musicista dalla sensibilità spiccata, adatto a cimentarsi in esperimenti che forzino la sua natura. La sua carriera da professionista inizia praticamente a 25 anni con il suo arrivo in Italia e relativa naturalizzazione. Vari progetti in cantiere tra i quali prenderà vita quello degli Aires Tango formazione di ricerca e contaminazione jazz-ritmi popolari argentini con i quali incide 7 CD, il più recente, Colibrì è del 2003. Parallelamente ad Aires Tango collabora con Roberto Gatto, Rita Marcotulli, Enrico Rava, Paolo Fresu, Antonello Salis, Gianni Coscia, Peppe Servillo, Angà Diaz, Furio Di Castri, Tony Scott, Arto Tuncbovacivan, Michel Benità, Carlo Rizzo, Aldo Romano, Luis Agudo Maurizio Gianmarco, Stefano Battaglia, Michel Godard, Anouar Brahem, Gianluigi Trovesi, e molti altri. Nel '99 nasce un nuovo progetto dal nome Cordoba reunion maggiormente improntato alla musica e ai ritmi del folklore argentino. Nel 2000 forma il duo con Daniele Di Bonaventura (bandoneon) col quale ha inciso i dischi Javier Girotto plays Rava e Recordando. Dello stesso periodo è la collaborazione con Luciano Biondini (fisarmonica), col quale registra il CD El Cacerolazo. Questa formazione si caratterizza per vena improvvisativa più libera e spiccata.
Dopo una formazione orientata verso studi classici con numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali (Trophèe Mondial de l'Accordéon, Premio Internazionale di Castelfidardo, Premio "Luciano Fancelli", Premio Internazionale di Recanati, ecc.), Luciano Biondini si avvicina al jazz nel 1994 dopo aver conosciuto il chitarrista Walter Ferrero.
Fra le collaborazioni spiccano i nomi di Tony Scott, Enrico Rava, Mike Turk, Ares Tavolazzi, Battista Lena, Gabriele Mirabassi, Roberto Ottaviano, Marteen Van der Grinten, Martin Classen, Enzo Pietropaoli.

 

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13 agosto

LA ROUE musicato da Pietro Pirelli - Ensemble La Roue

 

LA ROUE (Francia, 1923)
produzione: Abel Gance, Charles Pathé (Films Abel Gance); regia: Abel Gance; sceneggiatura: Abel Gance; fotografia: Gaston Brun, Marc Bujard, Lèonce Henri Burel, Maurice Duverger; cast: Séverin-Mars (Sisif), Ivy Close (Norma), Gabriel de Gravone (Elie), Pierre Magnier (De Hersan); 35mm, 340' (20 fps); provenienza: Cinémathèque Française

Il meccanico delle ferrovie Sisif, vedovo e con un figlio a carico, salva una bambina da un disastro ferroviario. Decide di adottarla e la porta a casa, presentandola come sua figlia naturale. Con il passare degli anni, la bambina cresce, diventando sempre più bella. Sia Sisif sia il figlio si innamorano di lei. Tra mito, spiritualità e disperata ricerca dell'amore, con un linguaggio veloce e ultramoderno che ispirò tutti i più grandi registi dell'epoca del muto, La Roue finisce per raccontare il dramma stesso dell'esistenza umana. Jean Cocteau disse del film "C'è un cinema prima e dopo La Roue, come c'è una pittura prima e dopo Picasso".

 

PIETRO PIRELLI/ENSEMBLE LA ROUE
Pietro Pirelli, composizione, elettronica, pietre sonore, percussioni
Maurizio Barbetti, viola
Corrado Colliard, trombone, euphonium
Mauro Gino, percussioni
Riccardo Sinigaglia, elettronica, tastiere

Si ringrazia Pinuccio Sciola per l'utilizzo delle sue Pietre Sonore

 

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14 agosto

DIE BÜCHSE DER PANDORA musicato da Battista Lena Quartet

14 agosto

 

DIE BÜCHSE DER PANDORA (Germania, 1928)
produzione: Seymour Nebenzal (Nero-Film AG); regia: Georg Wilhelm Pabst; sceneggiatura: Joseph Fleisler, Georg Wilhelm Pabst, Ladislaus Vajda, tratto da Erdgeist e Die Buechse der Pandora fotografia: Guenther Krampf; cast: Louise Brooks (Lulu), Fritz Kortner (Dr. Peter Schön), Francis Lederer (Alwa Schön), Carl Goetz (Schigolch); 35mm, 116' (16 fps); provenienza: Cineteca di Bologna (restauro effettuato da: Cineteca di Bologna, Münchner Filmmuseum - Monaco)

Lulù seduce, porta alla perdizione, sposa e uccide il ricco e rispettato Schoen. Sfuggita fortunosamente alla giustizia, con la complicità del figlio della vittima, del suo ex protettore Schigolch e di altri equivoci personaggi, tutti soggiogati dalla sua equivoca bellezza, vagabonda per mezza Europa finendo per prostituirsi nei quartieri poveri di Londra. Il suo ultimo cliente sarà Jack lo Squartatore.

 

BATTISTA LENA QUARTET
Battista Lena, chitarra
Cristiano Arcelli, sax tenore e soprano
Daniele Mencarelli, contrabbasso
Paolo Corsi, batteria

 

Battista Lena nasce nel 1960, e come gran parte dei musicisti a lui contemporanei, non si limita all'esplorazione di un genere definito. Chitarrista di jazz stimato da musicisti di fama internazionale con i quali ha collaborato quali Daniel Humair, Jon Christensen, Billy Cobham, Richard Galliano, John Scofield, Lena spazia anche all'interno dell'universo della musica contemporanea e della composizione di colonne sonore. La particolare bellezza della sua arte risiede nelle numerose sfaccettature della sua musica che è capace di sintetizzare la cultura del jazz e quella classica, la tradizione popolare, e la musica da film.
Ha composto le colonne sonore di Mignon è partita, Verso Sera, Il Grande Cocomero, Con gli Occhi Chiusi, La strana storia di Banda Sonora, L'Albero delle Pere di Francesca Archibugi, Ferie d'Agosto e Ovosodo di Paolo Virzì, Il Guerriero Camillo di Claudio Bigagli e El Dia de la Bestia di Alex de la Iglesia.
Nell'ambito jazzistico è attivo dal 1985; dal 1991 prende parte a diversi progetti con Enrico Rava, registrando tra l'altro "Rava l'opera-va", miglior disco dell'anno nel "Top Jazz" 1994. E' stato docente di chitarra ai corsi di perfezionamento di Siena Jazz. Ha suonato, fra gli altri, con Daniel Humair , Jon Christensen, Billy Cobham, Palle Danielsson, J.F. Jenny Klarke, Richard Galliano, Massimo Urbani ecc.
Nel 1997 ha realizzato il progetto "Banda Sonora" che coinvolge 60 musicisti ottenendo numerosi riconoscimenti in Italia e all'estero e partecipando a Festival in tutto il mondo. A Pechino e Shangai ha collaborato, primo "occidentale", con la Banda dell'Esercito di Liberazione Cinese.
Ha partecipato, con propri progetti, a numerosi festival fra i quali: Umbria Jazz, Sagra Musicale Umbra, Atina Jazz, Ravenna Jazz, North Sea Jazz Festival, La Villette e Théâtre Odeon a Parigi, Nevers, Amiens, Suresnes, Calvi, Le Mans, Rotfabrik Frankfurt, Bonn, Oporto, Salonicco, Pechino, Shangai.

 

15 agosto

BROKEN BLOSSOMS musicato da Antonella Ruggiero

15 agosto

 

BROKEN BLOSSOMS (U.S.A., 1919)
produzione: D.W. Griffith (D.W. Griffith Production, Paramount Pictures); regia: D.W. Griffith; sceneggiatura: D.W. Griffith, Thomas Burke; fotografia: G.W. Bitzer; cast: Lillian Gish (Lucy Burrows), Richard Barthelmess (Cheng Huan), Donald Crisp (Battling Burrows); 35mm, 90' (24 fps); provenienza: Cineteca del Friuli

Cheng Huan arriva a Londra dalla Cina per diffondere il credo buddhista, ma si accorge presto dell'intolleranza e dell'apatia del paese verso la cultura straniera. Dalla sua finestra, vede Lucy, una ragazzina di tredici anni, che viene maltrattata dal padre, alcolizzato e violento. Si innamora della sua candida bellezza e la porta in casa sua, per proteggerla e curarla. Ma il padre riesce a trovarla e la riporta a casa, picchiandola a morte. Cheng Huan, distrutto dal dolore, uccide il padre di Lucy, per poi porre fine anche alla propria vita.

 

ANTONELLA RUGGIERO
Antonella Ruggiero, voce, percussioni
Ivan Ciccarelli, percussioni
Carlo Cantini violino
Roberto Colombo, synth

 

Allegati

16 agosto

THE GENERAL musicato da Trio Musiké

16 agosto

 

The General (1927)
Diretto da Clyde Bruckman e Buster Keaton, Prodotto da Buster Keaton e Joseph M. Schenck
Cast Buster Keaton, Marion Mack, Charles Smith, Richard Allen, Glen Cavender, Jim Farley, Frederick Vroom, Joe Keaton, Mike Donlin, Tom Nawn, Frank Hagney, Jackie Hanlon, Edward Hearn, Jackie Lowe. Sceneggiatura Al Boasberg, Clyde Bruckman e Buster Keaton. Musiche originali Robert Israel e William P. Perry. Direttori della Fotografia Bert Haines e Devereaux Jennings. Montaggio Buster Keaton e Sherman Kell. Direzione artistica Fred Gabourie

Johnnie (Buster Keaton) ha due amori: la sua locomotiva, The General, e la sua fidanzata, Annabelle Lee. Durante la guerra di Secessione, il macchinista non viene arruolato perché può essere utile in altro modo ai Confederati. Annabelle, pensando che il mancato arruolamento sia conseguenza della sua codardia, decide di non parlargli più finchè non lo vedrà in divisa. Ma un giorno i Nordisti, rubano la locomotiva su cui si trova Annabelle. Johnnie riesce a salvare entrambe le sue passioni, rincorrendo i nemici in spericolati inseguimenti su rotaia. E' uno dei film più noti di Keaton, dove il regista - protagonista racconta con la sua maschera impassibile, la storia di questa guerra, privandola di senso, descrivendola come se fosse una giostra.

 

TRIO MUSIKE
Davide Sanson - tromba
Devid Ceste - trombone
Massimo Bezzo - pianoforte


Il Trio Musiké nasce alla fine del 1997 dall'incontro di tre persone con interessi comuni al di là della musica. Considerando l'esiguo numero di composizioni originali per il nostro tipo di formazione, a poco a poco al nostro repertorio si sono aggiunte trascrizioni curate direttamente da noi e brani scritti appositamente da alcuni compositori per il nostro Trio. Inoltre, ognuno di noi ha interessi musicali che non si limitano alla cosiddetta musica classica tradizionale e questo è sicuramente un vantaggio, poiché ci permette di affrontare qualunque esperienza musicale senza pregiudizi di sorta (un purista forse arriccerebbe il naso davanti ad un programma che affianchi Pergolesi a Gershwin, per di più utilizzando ottoni!)
Quello che ci preme maggiormente è comunicare al pubblico il piacere che proviamo nel suonare insieme, renderlo partecipe di questa emozione e dimostrare che, anche con strumenti inusuali per le sale da concerto, si può fare musica da camera.
Dalla fine del 1997, data di formazione dell'ensemble, il consenso della critica ed i favori del pubblico dimostrati in occasione dei numerosi recitals tenuti, nonché i riconoscimenti in concorsi nazionali ed internazionali, ci hanno stimolato a perseguire i nostri obiettivi, nella speranza di dare a questa originale formazione uno spazio attivo nell'odierno panorama musicale, avvicinandoci anche ad altre forme di espressione e ad un'altra idea di rapporto tra esecutore e ascoltatore.
Nel mese di Dicembre 2000 è uscito per le Editions L'Eubage il nostro primo CD (Opere del ‘900 per Tromba, Trombone e Pianoforte), subito premiato come CD valdostano dell'anno da una giuria di specialisti e recensito sulle maggiori riviste di settore, sia italiane sia internazionali (Brass Bulletin, Musica & Dischi, Il Giornale della Musica, Musica, ecc.). Il progetto musicale del Trio si è inoltre concretizzato con la nascita, per la casa editrice Animando di Sondrio, di una collana comprendente i lavori e le trascrizioni operate dal gruppo: le Trio Musiké Series.
In quest'ottica, si inserisce a pieno titolo il progetto per la musicazione del lungometraggio The General di Buster Keaton, uno dei capolavori di questo eccezionale autore. Le musiche sono state appositamente composte da Davide Sanson, il nostro trombettista, in occasione dell'edizione 2001 di Strade del Cinema ed è edita da Animando Edizioni.
Per l'edizione 2003, la composizione è stata solo ritoccata, anche per l'utilizzo di una versione del film leggermente più lunga rispetto a quella proiettata nel 2001. L'idea che sta alla base del procedimento compositivo è quella di non soffocare le immagini e le sensazioni che dalla pellicola raggiungono lo spettatore con procedimenti musicali troppo invasivi (virtuosismi, improvvisazioni, ecc.), ma semplicemente di commentare ciò che accade, utilizzando quindi a volte il silenzio, con una serie di temi ciclici (fra i quali i più riconoscibili sono sicuramente il tema della locomotiva The General, quello di Annabelle Lee e quello degli inseguimenti su rotaia) e all'occorrenza variati, nel solco dei leitmotiv wagneriani.
Il film si presenta speculare, con le due sequenze più lunghe che mettono rispettivamente in scena Buster Keaton mentre insegue i nordisti che gli hanno rubato la locomotiva (e inavvertitamente anche la donna) e la successiva fuga verso sud dopo aver recuperato i suoi due grandi amori. Nei vari brani il pianoforte e i due strumenti ad ottone si alternano o si fondono, a seconda delle situazioni. Utilizziamo anche sordine per gli ottoni e il pianoforte in alcune parti è preparato, come usava fare nelle sue composizioni John Cage, ricreando così il suono metallico (rotaie, locomotive, ecc.), elemento portante del film. Abbiamo inoltre evitato, salvo qualche rara eccezione, l'uso onomatopeico degli strumenti, a nostro avviso troppo scontato e prevedibile.
Massimo Bezzo

 
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