III Edizione - 4-11 agosto 2004

4 agosto - Omaggio a François Truffaut
Les Mistons - Battista Lena Sextet - Banda Municipale di Aosta

5 agosto - Concorso Giovani Musicisti Europei
The Caretaker's daugher musicato da Soul takers
Mighty like a moose musicato da Andrea Dalla Fontana & Quartetto Anton Stadler

6 agosto - Concorso Giovani Musicisti Europei
Bromo & Juliet musicato da Nelle corde
Dog shy musicat da El Silma

7 agosto - Concorso Giovani Musicisti Europei
Tell'em nothing musicato da Ensemble Karelic-Imperial
Crazy like a fox musicato da Duepiùuno Trio

8 agosto - Concorso Giovani Musicisti Europei
Long fliv the king musicato da Massimo Onofri Ensemble
Be your age musicato da Alexis Koustoulidis

9 agosto
The man who laughs musicato da Paolo Angeli e Stefano Zorzanello

10 agosto
La chute de la Maison Usher musicato da Mederic Collignon

11 agosto
Foolish wives musicato da Kenny Wheeler e John Taylor

4 agosto

Omaggio a François Truffaut - Battista Lena Sextet - Banda Municipale di Aosta

 

Un omaggio in musica al grande regista francese nel ventennale della sua scomparsa

Battista Lena Sextet
Battista Lena - Chitarra, composizioni e arrangiamenti
Paolo Scatena - Tromba, Direzione
Giampaolo Casati - Tromba
Christano Arcelli - Sax soprano e tenore
Luciano Biondini - Fisarmonica
Daniele Mencarelli - Contrabbasso
Paolo Corsi - Batteria

Banda Municipale di Aosta
Rocco Papalia - Direttore

 

Les Mistons (Francia, 1957)
di François Truffaut, con Bernadette Laffont e Gérard Blain, 23 minuti

Il 27 novembre 1957, nella grande sala cinematografica dell'U.G.C., sugli Champs-Elysées, si danno appuntamento le figure di spicco della scena intellettuale e artistica europea. Ci sono Jean Cocteau e Jacques Audiberti, c'è Roberto Rossellini. C'è un ragazzo di venticinque anni, magro e frenetico, che presenta il suo primo cortometraggio. Non è uno sconosciuto. Anzi, è un personaggio famoso, un polemista, un giornalista, un critica feroce, odiato e temuto da gran parte dei registi francesi, ammirato dai suoi lettori ma ancora di più dai suoi colleghi, che ne invidiano sfrontatezza e visibilità sulle colonne di settimanali e mensili. Con Les Mistons François Truffaut mette in gioco la credibilità accumulata nella sua folgorante carriera giornalistica, ma non solo... Questo piccolo film di 23 minuti, lirico, equilibrato, lucido e personale è una scommessa esistenziale, è il salto nel vuoto di un giovane uomo che - qualunque sia il prezzo da pagare - vuole prendersi una rivincita sulla vita attraverso il cinema. Lirico ed equilibrato, lucido e personale, ma soprattutto profondamente romantico, François Truffaut lo sarà per tutta la vita, da quel novembre del 1957 all'estate del 1983, quando nelle salle francesi risuonerà la cantilena spensierata dei titoli di coda del suo ultimo film, Vivement Dimanche! Venti anni dopo la sua prematura scomparsa - Truffaut muore il 21 ottobre 1984 all'Ospedale Americano di Neuilly-Sur-Seine - Strade del Cinema rende omaggio al grande regista francese con una festa aperta a tutti ma pensata in modo particolare per chi ancora non conosce il suo cinema, la sua voce, personalissima, e i ritmi intensi sostenuti, delle sue narrazioni. Chi, la sera del 4 agosto, vedrà Les Mistons o ascolterà le musiche dei suoi film più celebri per la prima volta si scoprirà in buona compagnia, al centro di un ininterrotto dialogo cominciato nel novembre del 1957 e sempre rinnovato, oltre la morte, attraverso il cinema.

5 agosto

The caretaker's daughter musicato da Soul Takers e Mighty like a moose musicato da Andrea Dalla Fontana & Quartetto Anton Stadler

The Caretaker's Daughter (USA, 1925)
di Leo McCarey, con Charley Chase, 20'.

Charley aggiunge con sua moglie la casa di campagna del suo capo, la cui amante è la moglie di colui a cui Charley ha venduto la sua vecchia auto come se fosse nuova. Per sfuggire l'uno alle ire dell'altro, inizia un turbinio di travestimenti: il problema è che tutti decidono di travestirsi come il vecchio badante della figlia del padrone di casa.

Soul Takers
Francesca Badalini / chitarra elettrica
Jari Pilati / violino
Federica Badalini / pianoforte
Mauro De Brasi / batteria

 

Mighty like a Moose (USA, 1926)
di Leo McCarey, con Charley Chase, 21'.

Il Signore e la Signora Moose non sono molto belli. Ma dopo che lui si fa rifare i denti e lei il naso, risultano graziosi. Si incontrano per caso: non si riconoscono e si piacciono. Pianificano così degli incontri illeciti, entrambi inquieti per la relazione extraconiugale, ma felici di risultare attraenti per la prima volta. L'unico problema: come evitare che il consorte se ne accorga?

Quartetto Anton Stadler
Stefano Rapetti / clarinetto
Marco Andreoletti / clarinetto
Samuela Pirillo / clarinetto
Lydia Colona / clarinetto
Andrea Dalla Fontana / compositore

 

6 agosto

Bromo & Juliet musicato da Nelle corde e Dog Shy musicato da El Silma.

Bromo & Juliet (USA, 1926)
di Leo McCarey, con Charley Chase, 20.

Per conquistare la donna che ama, Charley si ritrova a recitare la parte di Romeo in una pièce teatrale. Dopo essersi preparato a lungo, nel tragitto verso il teatro si trova in diverse situazioni, tra le quali una particolarmente... alcolica. Le conseguenze, sia lungo la strada che in teatro, sono estremamente divertenti!

Nelle corde
Angelo Conto / pianoforte
Alessandra Patrucco / voce, live electronics

 

Dog Shy (USA, 1926)
di Leo McCarey, con Charley Chase, 20'.

Charley ha il terrore dei cani sin da quando era piccolo. Si ritrova a far da maggiordomo al cane della famiglia della donna che ama, per riuscire a togliere di mezzo il promesso sposo di lei. Strepitose le scene con il piccolo cane e finale rutilante, rumoroso e inaspettato.

El Silma
Ludovic Médery / sintetizzatore
Said Ouled El Bey / percussioni

 

7 agosto

Tell'em nothing musicato da Ensemble Karelic-Imperial e Crazy like a fox musicato da Duepiùuno Trio

Tell'em nothing (USA, 1926)
di Leo McCarey, con Charley Chase, 20'.

Mediometraggio costruito sulla dinamica della commedia degli equivoci. Charley è un avvocato che dà consiglio a una sua cliente su come incastrare il marito con la propria amante, salvo poi rimanare lui stesso involontariamente incastrato. Un andirivieni tra un appartamento e un altro che lascia spazio a nascondigli, fraintendimenti e bugie. Tutto da ridere.

Ensemble Karelic Imperial
Eleonora Matsuno / violino
Gilbert Impérial / chitarra classica
Giovanni "Zap" Delfino / percussioni
Sergio Ponti / batteria
Yair Karelic / compositore

 

Crazy like a fox (USA, 1926)
di Leo McCarey, con Charley Chase, 20'.

Due ricchi capitalisti vogliono far sposare i loro figli, ma questi non sono affatto d'accordo. Entrambi scappano, si incontrano per caso alla stazione e si innamorano, ignari dell'identità dell'altra. Decidono quindi, ognuno per sé, di rovinare il piano matrimoniale dei loro genitori. Lui si fa credere pazzo sia alla sua famiglia che a quella della sposa, salvo poi per scoprire che la sposa è la donna che lui realmente ama. La soluzione a questo guaio? Molto esilarante!

Duepiùuno Trio
Francesco Cerrato / violino
Stefano Cerrato / violoncello
Elena Enrico / pianoforte

 

8 agosto

Long fliv the king musicato da Massimo Onofri Ensemble e Be your age musicato da Alexis Koustoulidis

Long fliv the king (USA, 1926)
di Leo McCarey, con Charley Chase, 30'.

La regina, per evitare di sposare il comandante dell'esercito che si vuole impossessare del regno, decide di sposare un detenuto a vita, Charley. Poco dopo il matrimonio celebrato in carcere, Charley riceve la grazia ed e libero. Decide così di raggiungere sua moglie, la regina, che lo accoglie benevolmente. Il comandante, invece, cerca di mettergli i bastoni tra le ruote creando esilaranti gag. Finale a sorpresa.

Massimo Onofri Ensemble
Massimo Onofri / composizione, direzione, pianoforte
Arianna Pepe / flauto
Roberto Cimarelli / violino
Katia Antonetti / viola
Andrea Rellini / violoncello
Jacopo Bazzari / vibrafono, percussioni
Roberto Bisello / glockenspiel, percussioni
Emanuele Pellegrini / percussioni

 

Be your age (USA, 1926)
di Leo McCarey, con Charley Chase, 20'.

Charley è un povero impiegato che si ritrova ad avere un immediato bisogno di soldi per aiutare la propria famiglia. Il suo capo glieli darà se lui sposerà una donna molto più anziana di lui, ma molto ricca e desiderosa di sposare un giovane. Suo malgrado accetta di fidanzarsi con la signora, ma cerca di evitare il matrimonio, scatenando così una serie di gag esilaranti.

Alexis Koustoulidis
Alexis Koustoulidis / pianoforte

 

9 agosto

The man who laughs musicato da Paolo Angeli e Stefano Zorzanello

The man who laughs (USA, 1928)
diretto da: Paul Leni, scritto da: J. Grubb Alexander (dal romanzo di Victor Hugo), con: Conrad Veidt, Mary Philbin, Julius Molnar Jr, Olga Baclanova, 35mm, 116', 3010m, 22fps, proveniente dalla Cineteca del Comune di Bologna

 

Paolo Angeli / chitarra sarda preparata
Stefano Zorzanello / saxes, flauti, elettronica

Tratto dal folle e  visionario romanzo di Victor Hugo, L'Uomo che ride è la storia, ambientata nell'Inghilterra del XVII° secolo, di Gwynplaine (Conrad Veidt), sul cui volto è stampato un grotesco ed inquietante ghigno. La sua tragica maschera, che ispirò in seguito il personaggio di joker nella popolare serie di comics Batman, attraversa tutto il film imprimendosi nella mente dello spettatore e ponendosi al centro di una trama libera e rocambolesca che fa di quest'opera uno degli ultimi capolavori dell'espressionismo tedesco.

10 agosto

La chute de la maison usher musicato da Médéric Collignon

La Chute de la Maison Usher (Francia, 1928)
diretto da Jean Epstein, scritto da Jean Epstein e Luis Buñuel (tratto da un racconto di Edgar Allan Poe), con Jean Debucourt, Marguerite Gance, Charles Lamy, 35 mm, 65', 17 fps, proveniente da Cineteca del Comune di Bologna.

Uno dei capolavori del cinema surrealista francese, La chute de la maison usher è tratto da un racconto di Edgar Allan Poe e racconta la storia di una casa maledetta, all'interno della quale Roderick Usher sta dipingendo il ritratto della moglie Madeline, consumato dal terrore che la donna possa morire da un momento all'altro...

 

Médéric Collignon Solo
Médéric Collignon / tromba, flicorno, elettronica, voce

Médéric Collignon nasce a Villers-Semeuse nel 1970 e all'età di 5 anni inizia il Conservatorio di Charleville-Mézière, studiando solfeggio e tromba. Già a 15 anni compone un trittico per tre trombe e percussioni. Terminato il conservatorio, studia improvvisazione al C.M.C.N. di Nancy. Intanto suona in diversi gruppi e ensemble tra cui l'O.R.J.L., Kilimandjaro, Unit 5, affrontando i più diversi stili musicali: dal R'n B alla fusion, dall'ethno funk al cool jazz. Continua intanto anche la sua attività di compositore e nel 1996 esce il suo primo CD con i Kassalit, pur non legandosi strettamente al gruppo, anzi continuando a collaborare con diversi artisti e partecipando a più CD. Partecipa inoltre a diversi progetti di Emler e di Badault e collabora con un grande del jazz francese come Louis Sclavis. E' del 2001 il CD edito da EMC dell'ONJ a cui a preso parte. Artista versatile e geniale, nei suoi concerti solo utilizza la pocket trumpet e il flicorno, avvalendosi anche della voce, di effetti e di giocattoli.

 

11 agosto

Foolish Wives musicato da Kenny Wheeler e John Taylor

Foolish Wives (USA, 1921)
diretto da Eric von Stroheim, con Rudolph Christians, Maude George, Mae Busch, Eric von Stroheim, 35mm, 117', 2053 m, 16 fps, proveniente da Cineteca del Comune di Bologna.

Ambientato a Monte Carlo nel mondo della jet set, Foolish wives racconta la parabola discendente di un imbroglione che vive traffando ricche signore affascinate dai suoi falsi titoli e dal suo comportamento aristocratico. Opera maledetta per eccellenza, Foolish Wives è uno dei Più grandi capolavori del cinema americano.

Kenny Wheeler - John Taylor Duo
Kenny Wheeler / tromba, flicorno
John Taylor / pianoforte

Nato in Canada nel 1930, Kenny Wheeler è alla guida di un quartetto con John Taylor, Chris Laurencee, Adam Nussbaum; è inoltre un attivo docente di musica in numerosi seminari internazionali. Per descrivere la sua poetica, Wheeler ironicamente si definisce un musicista "schizofrenico": da una parte c'è il musicista melanconico e romantico, influenzato da Art Farmer o dal Miles Davis di Kind of Blue; dall'altra invece, c'è un trombettista molto più libero e spregiudicato e altrettanto espressivo di un Don Cherry o di un Tomas Stanko. Come compositore ha pochi eguali nel jazz contemporaneo: la fluidità dei temi e il gusto per le armonie piùinusuali lo rendono un musicista stimatissimo da tutti i suoi colleghi. La sua attività di compositore approda anche in ambito classico: il pianista Alexander Lonquich esegue abitualmente un suo brano e più recentemente Wheeler ha intrapreso un progetto con un ensemble di viole da gamba e voce. Nonostante la severa autocritica e la sua quasi leggendaria avversione al riconoscimento, Kenny Wheeler rimane oggi uno dei trombettisti e dei suonatori di flicorno più ricercati del mondo. Tra le numerose collaborazioni oltre a quelle già sopra citate menzioniamo anche: The Berlin Contemporary Jazz Orchestra, Ralph Towner, Nguyên Lê, Paul bley, Kenny Werner oltre a numerosissimi altri.

Nato a Manchester, John Taylor si impone all'attenzione del pubblico del jazz nel 1969, anno delle sue collaborazioni con Alan Skidmore e John Surman. Più tardi, ancora con Surman, nel gruppo Morning Glory e durante gli anni '80 con il quartetto di Miroslav Vitous. Negli anni '70 accomagnò la cantante Cleo laine, iniziò a lavorare al suo sestetto e svolse anche un intenso lavoro come sideman al Ronnie Scott's Club. Nel 1977 formò il trio Azimuth assieme a Norma Winstone e Kenny Wheeler, definito dal critico Richard Williams "uno dei più fantasiosamente concepiti e delicatamente equilibrati fra i gruppi da camera del jazz contemporaneo". Negli anni '80 lavora con gruppi condotti da Jan Gabarek, Enrico Rava, Gil Evans, Lee Konitz e Charlie Mariano, con Tony Coe e Steve Arguelles. i progetti di composizione includono commissioni per coro con la partecipazione di Lee Konitz e Steve Arguelles e pezzi per la Hannover radio Orchestra con Stan Sulzmann. Ha suonato l'organo nel lavoro di John Surman Proverbs and Songs commissionato dalla cattedrale di Canterbury e ha inoltre registrato numerosi dischi con Peter Erskine e Palle Danielsson. Fra i suoi progetti più recenti ricordiamo la collaborazione con la Smith Quartet e un lavoro per la Creative Jazz Orchestra, con Ralph Towner e Maria Pia De Vito, con il trio Joey Baron e Marc Johnson e in duo con Kenny Wheeler.