3 agosto
Omaggio a Pier Paolo Pasolini
Bruno Chevillon / contrabbasso e direzione
Riccardo Ruggeri / voce
Manuel Pramotton / saxes
Paolo Fromage / chitarra
Mauro Gino / percussioni
Marco Giovinazzo / percussioni
La notte tra il 1 e il 2 novembre 1975, in circostanze ancora non chiarite, Pier Paolo Pasolini moriva sul litorale di Ostia. A soli 53 anni, scompariva la figura più eclettica della cultura italiana dl dopoguerra. Pasolini è stato per il cinema, per la letteratura, per la società del nostro paese un infaticabile costruttore di infuocate ma solide centralità, il polo di riferimento di tensioni molteplici, impossibili da sintetizzare nell'ambito della programmazione di un festival cinematografico. Strade del Cinema ha scelto quindi, nel trentennale della sua tragica scomparsa, di buttargli un duplice omaggio al di fuori dei percorsi tradizionali: da un lato, la produzione, in collaborazione con AostaClassica, della versione "allargata" di "PPP ou la rage sublime", performance tra musica e letteratura del grande contrabbassista francese Bruno Chevillon, accompagnato in quest'occasione da un gruppo di eccezionali professionisti valdostani, e dall'altro la proiezione - la prima in Italia dopo le anteprime di Cannes e Bologna - della copia restaurata dalla Cineteca di Bologna degli "Appunti per un'Orestiade Africana", un viaggio lirico tra antiche culture accompagnato dalle musiche di Gato Barbieri.
Allegati
4 agosto
A Woman musicato da I'M ANITa e The Bank musicato da Martinetti-Gianino Duo
A woman (USA, 1915)
produzione: Jess Robbin per The Essanay Film Manufacturing Company; regia, soggetto, sceneggiatura: Charles Chaplin; Fotografia: Harry Ensign; Cast: Charles Chaplin (Charlie), Edna Purviance (la figlia), Charles Insley (il padre), Marta Golden (la madre), Billy Armstrong (un amico del padre); 16 mm, 24' (18 fps), provenienza: Cineteca del Friuli; prima proiezione pubblica: 12 luglio 1915.
Una famiglia borghese - composta da padre, madre e figlia - è seduta sulla panchina di un parco. Approfitando del riposo della moglie e della figlia, il padre cerca di corteggiare una donna. La manovra di seduzione è interrotta da un giovane (Charlie). Dopo varie, esilaranti gag Charlie conosce la madre e la figlia e va a casa con loro. Tra i due giovani sboccia l'amore ma al rientro del padre Charlie viene riconosciuto e deve nascondersi. Si traveste da donna e - d'accordo con la figlia - fa finta di sedurre il padre. Scoperto il travestimento, l'innamorato cerca di sfuggire all'ira del padre, vittima a sua volta dell'ira della moglie che ha assistito ai suoi tentativi di corteggiamento. Il padre finge di acconsentire al matrimonio tra i due giovani ma subito dopo butta fuori casa l'innamorato che si ritrova in mezzo alla strada.
di Natalie Savoye.
I'M ANITa
Matteo Ciminari / chitarra, theremin
Mattia Borraccetti / contrabbasso
Maurizio Diomedi / batteria, percussioni
The bank (USA, 1915)
produzione: Jess Robbin per The Essanay Film Manufacturing Company; regia, soggetto, sceneggiatura: Charles Chaplin; Fotografia: Harry Ensign; Cast: Charles Chaplin (inserviente), Edna Purviance (segreteria), Charles Insley (direttore della banca), Billy Armstrong (inserviente), Carl Stockdale (cassiere); 16 mm, 25' (18 fps), provenienza: Cineteca del Friuli; prima proiezione pubblica: 9 agosto 1915.
Addetto alle pulizie in una banca, Charlie non pecca certo di efficienza: inzuppa i clienti di acqua e sapone, bisticcia con gli altri dipendenti, cerca di scansare le fatiche e combina un mare di guai. La giornata viene vivacizzata da un equivoco sentimentale: innamorata di un cassiere di nome Charles, la stenografa Edna gli regala una cravatta accompagnata da due righe affettuose; Charlie legge il biglietto e crede che sia per sé, ma quando Edna scopre il malinteso reagisce con sdegno e ironia al suo corteggiamento. Amareggiato, Charlie si allontana e si addormenta, ma viene svegliato poco dopo da un gruppo di violenti rapinatori che prende in ostaggio Edna. Mentre il vile cassiere si nasconde, Charlie riesce a sventare la rapina, guadagnando una stretta di mano dal direttore e un abbraccio da Edna...
di Valentina Soluri
Martinetti-Gianino Duo
Bruno Martinetti Mazoni / tromba
Enrico Gianino / pianoforte
5 agosto
The Champion musicato da Corrado Magnino e Behind the screen musicato da Amicale Socialiste de Scoville
The Champion (USA, 1915)
produzione: Jess Robbins per The Essanay Film Manufacturing Company; regia, soggetto, sceneggiatura: Charles Chaplin; fotografia: Harry Ensign; cast: Charles Chaplin (l'aspirante pugile), Edna Purviance (la figlia dell'allenatore), Lloyd Bacon (l'allenatore), Bud Jamison (il campione), Ben Turpin (venditore); 16 mm, 22' (18 fps), provenienza: Cineteca del Friuli; prima proiezione pubblica: 11 marzo 1915.
Charlie è uno spiantato senza arte né parte. Vagando per strada con il suo cane si imbatte in una palestra di pugilato dove si ricercano sparring partners per l'aspirante campione locale. Ultimo della fila, Charlie vede gli altri candidati cadere uno a uno, ridotti in condizioni pietose. Nascondendo un ferro di cavallo nei guantoni, riesce però a mandare al tappeto il temibile avversario: tocca a lui, adesso, il compito di sfidare sul ring il campione in carica. L'allenatore prosegue tra alti e bassi, bevute di birra clandestine e la discreta ammirazione della bella Edna. Impermeabile ai ricatti e alle pressioni di un bookmaker corrotto, Charlie affronta il match consapevole della propria debolezza. La fortuna, però, è ancora una volta dalla sua parte: l'intervento del suo affezionatissimo bulldog si rivela provvidenziale. Il premio più grande è un tenero bacio di Edna.
Corrado Magnino
Corrado Magnino / pianoforte
Behind the screen (USA, 1916)
produzione: Charles Chaplin per Lone Star Mutual; regia, soggetto, sceneggiatura: Charles Chaplin; fotografia: Roland Totheroh; cast: Charles Chaplin (assistente attrezzista), Eric Campbell (attrezzista), Edna Purviance (aspirante attrice), Henry Bergman (regista di film storici), Lloyd Bacon (regista di film comici); 16 mm, 20' (24 fps), provenienza: Cinenteca del Friuli; prima proiezione pubblica: 13 novembre 1916.
In uno studio cinematografico, l'aiuto attrezzista Charlie deve supplire alla pigrizia del suo capo, al quale però andranno tutti i meriti del lavoro, allestendo con qualche contrattempo le scenografie del set (spostare i mobili, colonne, pettinare la testa di un orso).
Uno sciopero indetto dagli operai malamente risvegliati dallo scenografo, consente a un'aspirante attrice di indossare i panni di un operaio e di mettersi al lavoro. Charlie, scoperto l'inganno, inizia a baciarla e viene sbeffeggiato con vezzose mossette da soubrette dal principale.
Intanto si prova la scena delle torte in faccia. Attrezzista ed aiuto attrezzista vengono ingaggiati nella scena e Charlie trova il modo di vendicarsi.
Nell'ultima scena Charlie salva la ragazza dagli scioperanti, decisi a far saltare in aria lo studio e la bacia strizzando l'occhio agli spettatori nel primo piano che conclude il film.
di Davide Vanni
Amicale Socialiste de Scoville
Gilles Mortiaux / guitare intergalactique, explosions, etc...
Nico Roig / guitare intersidérale, cris et chuchotements, etc...
Ilan Manouach / saxophone irréductible, halètements percussifs, etc...
Marie-Pierre Herion / indescriptiblophone, etc...
6 agosto
A night in the show musicato da L'Inquietant Suspendu e One a.m. musicato da Mathilde Renault
A night in the show (USA, 1915)
produzione: Jess Robbins per The Essanay Film Manufacturing Company; regia, soggetto, sceneggiatura: Charles Chaplin; fotografia: Harry Ensign; cast: Charles Chaplin (Mr Pest/Mr Rowdy), Edna Purviance (spettatrice), Dee Lampton (ragazzo grasso), Charlotte Mineau (spettatrice), Paddy McGuire (musicista), 16 mm, 24' (18 fps), provenienza: Cineteca del Friuli; prima proiezione pubblica: 20 novembre 1915.
Una sera di ordinaria follia a teatro. Mr Pest, elegante quanto impertinente spettatore della platea, agita la tranquillità del pubblico e non solo: nessuna poltrona è soddisfacente, signore ingioiellate e signori inamidati diventano ostacoli da scavalcare, il capo calvo di un suonatore di tuba è il luogo adatto per accendersi una sigaretta, un arruffato direttore d'orchestra viene schiaffeggiato e la mano di una dama corteggiata rivela le fattezze del marito. Contemporaneamente, nel loggione, è seduto Mr Rowdy, popolano fra i popolani, straccione inquieto che vorrebbe scendere in platea dove la sua birra bagna gli astanti. Mr Pest, nel frattempo, viene accompagnato in un palco laterale e da testimone diventa attore delle varie scenette sul palcoscenico. L'ultimo numero? Un mangiatore di fuoco. Mr Rowdy, nella bizzarra paura di un incendio, apre l'estintore e inonda tutto il teatro.
di Letizia della Luna
L'inquietant suspendu
Pascale Berthomier / violoncello elettrico, percussioni, kazou
Xavier Vochelle / chitarra, percussioni
One a.m. (USA, 1916)
produzione: Charles Chaplin per Lone Star Mutual; reggia, soggetto, sceneggiatura: Charles Chaplin; fotografia: Roland Totheroh; cast: Charles Chaplin (ubriacone), Albert Austin (tassista); 16 mm, 18' (24 fps); provenienza: Cineteca del Friuli; prima proiezione pubblica: 7 agosto 1915.
Di ritorno da una notte di bagordi, Charlie fatica a connettere: i più quotidiani dei gesti richiedono sforzi immensi per essere portati a termine. Dopo un lungo ed intenso combattimento con la portiera di un taxi, si ritrova finalmente davantia casa, dove lo aspetta una lotta ancora più accesa con due tappeti in pelle di tigre. Uscito vittorioso da quest'ennesimo scontro, vorrebbe festeggiare concedendosi l'ultimo bicchiere prima di crollare, ma il tavolo sul quale è posata la bottiglia continua a girare, girare, girare. Meglio dormire, allora, ma salire le scale verso la camera da letto si rivela un'impresa quasi impossibile. Aggirati tutti i tranelli, Charlie si butta sul letto. Ma la fine delle sue tribulazioni è ancora lontana. Il letto, incassato nel muro, continua a chiudersi, riaprirsi, richiudersi di nuovo secondo modalità che sfuggono ad ogni logica.
Mathilde Renault
Mathilde Renault / pianoforte
7 agosto
The Count musicato da Magus Ensemble e The Immigrant musicato da Ian Lawrence Mistrorigo
The Count (USA, 1916)
produzione: Charles Chaplin per Lone Star Mutual; regia, soggetto, sceneggiatura: Charles Chaplin; fotografia: Roland Totheroh; cast: Charles Chaplin (apprendista sarto), Eric Campbell (il sarto), Edna Purviance (l'erede), Leo White (il Conte); 16 mm, 22' (24 fps); provenienza: Cineteca del Friuli; prima proiezione pubblica: 4 settembre 1916.
Nella bottega di un sarto, Charlot è alle prese con una cliente, improbabili misurazioni e un ferro da stiro. Il possente padrone lo caccia, prima che combini ancora qualche danno, oltre a quelli già messi a punto. Charlot approfitta del tempo, ormai libero, per andare a corteggiare la sua amata cuoca (altrettanto amata da maggiordomo e poliziotto) che presta servizio da Miss Moneybags. Il destina fa incontreare nuovamente il sarto e Charlot: il primo si finge conte per prendere parte alla lussuosa cena che si tiene nella stessa casa in cui Charlot corteggia la cuoca. Per mantenere il segreto, e farsi riassumere, Charlot si improvvisa segretario del falso conte ma il caso vuole che gli altri invitati invertano i due rolli. Charlot non si fa sfuggire l'occasione e cerca di conquistare Miss Moneybags, per l'ira del sarto e la gelosia della cuoca. Ma ecco che alla fine compare il vero conte.
di Nicoletta Pavan
Magus Ensemble
Francesco Giorgi / violino
Olivia Bignardi / clarinetto e sax alto
Alessandro Zacheo / fisarmonica
Stefano Cortese / pianoforte, tromba, voce, composizione, direzione
Giovanni Falvo / batteria e percussioni
The Immigrant (USA, 1917)
produzione: Charles Chaplin per Lone Star Mutual; regia, soggetto, sceneggiatura: Charles Chaplin; fotografia: Roland Totheroh; cast: Charles Chaplin (profugo), Edna Purviance (profuga), Kitty Bradbury (madre di Edna), Henry Bergman (profuga salva e mecenate); 16 mm, 22' (24 fps); provenienza: Cineteca del Friuli; prima proiezione pubblica: 17 giugno 1917.
Un emigrante è in viaggio su un'imbarcazione diretta al porto di New York. Dopo un tragitto non proprio tranquillo, in cui aiuta una ragazza derubata, dalla quale è attrato, sbarca negli USA, il "paese della libertà". Bighellonando in città, rinviene per caso un soldo in strada e decide di spenderlo in un ristorante, dove ritrova con gioia la compagna di viaggio, invitandola a pranzare assieme. Perde la moneta, rischiando di non poter saldare il conto e quindi di subire la reazione degli irosi camerieri (che in questi casi si uniscono in branco a picchiare il debitore), ma conosce un artista impresario che offrirà loro - quasi coscientemente - il pranzo, scritturandoli per uno spettacolo. Usciti dal ristorante i due - oramai divenuti una coppia - si baciano, e, con l'anticipo riscosso dall'impresario, entrano in un ufficio per preparare i certificati di matrimonio.
di Daniel Agami
Ian Lawrence Mistrorigo
Ian Lawrence Mistrorigo / pianoforte
8 agosto
The Cure musicato da I Modali, Police musicato da Pascal Pistone e A Ten Minute Egg musicato da The_Tree
The Cure (USA, 1917)
produzione: Charles Chaplin per Lone Star Mutual; regia, soggetto, sceneggiatura: Charles Chaplin; fotografia: Rolland Totheroh; cast: Charles Chaplin (alcolista in cura), Eric Campbell (malato di gotta), Edna Purviance (ragazza in vacanza alle terme), Henry Bergman (massaggiatore); 16 mm, 20' (24 fps); provenienza: Cineteca del Friuli; prima proiezione pubblica: 16 aprile 1917.
Un uomo affetto da alcolismo, interpretato da Charlie Chaplin, si reca in un istituto termale le cui acque pare siano miracolose. Arriva ben equipaggiato e con le migliori intenzioni. In tasca ha un cavatappo e le chiavi di un grosso baule pieno di bottiglie di superalcolici che un infermiere verserà per errore nella sorgente benefica. Le conseguenze sono immediate. Goffe signore barcollano in preda a singhiozzi. Signori vogliosi rincorrono graziose fanciulle tra cui una visitatrice, interpretata da Edna Purviance, che il protagonista salva da un inseguimento. Mentre gli allegri ospiti si abbandonano a balli e a lazzi, le preghiere di Edna convincono Charlie a sorseggiare l'acque inaspettatamente gradevole. Il mattino seguente l'equivoco è chiarito. Lui adesso vorrebbe bere, ma la donna riesce a strappargli la promessa di smettere. Un secondo dopo però cadrà nella sorgente contaminata!
di Luigia Annunziata
I Modali
Andrea Bertola / violino
Sergio Ponti / vibrafono
Ferrianto Demichelis / pianoforte
Federico Dal Pozzo / percussioni, oggetti
Police (USA, 1916)
produzione: Jess Robbins per The Essanay Film Manufacturing Company; regia, soggetto, sceneggiatura: Charles Chaplin, fotografia: Harry Ensign; cast: Charles Chaplin (ex galeotto), Edna Purviance (ragazza), Wesley Ruggles (ladro), John Rand (poliziotto), James T. Kelly (ubriacone); 16 mm, 22' (18 fps); provenienza: Cineteca del Friuli; prima proiezione pubblica: 27 marzo 1916.
Charlie è appena uscito dal carcere. E' ancora lì, davanti al cancello della prigione, che già un predicatore si avvicina offrendogli aiuto affinché, d'ora in poi, possa imboccare la retta via. Il predicatore si rivela un imbroglione e Charlie si rende subito conto che è meglio non fidarsi di nessuno. Arriva la sera e il vagabondo cerca invano rifugio in un dormitorio: quando si è senza soldi anche un letto e una coperta diventano un sogno irraggiungibile. Con la speranza di poter racimolare almeno qualche moneta, Charlie si lascia coinvolgere in un furto in casa di una giovane donna. ma il mestiere del ladro non si addice al vagabondo, che al massimo riesce ad assestare qualche colpo in testa al poliziotto di pattuglia. La giovane padrona di casa finisce col prenderlo in simpatia, scagionandolo dalle accuse dei poliziotti, sopragiunti dalla centrale e costretti ad andar via a mani vuote.
di Loredana Ciliberto
Pascal Pistone
Pascal Pistone / pianoforte
FUORI CONCORSO
A ten minute egg (USA, 1924)
produzione: Hal Roach; regia: Leo McCarey; cast: Charley Chase (Jimmy Jump), Ena Gregory, Jack Gavin, Noah Young; 16 mm, 10' (24 fps); provenienza: Cineteca del Friuli; prima proiezione pubblica: 20 luglio 1924.
Una frenetica non-sense comedy giocata su uno scambio di identità. Risse, inseguimenti, corteggiamenti mixati in un solo rullo di pellicola. Tempo di cottura: 10 minuti.
The_tree
Emmanuele Pella / batteria
Emilio Riccardo Cimma / chitarra
Francesco Beccaro / basso
9 agosto
Appunti per un'Orestiade Africana
Appunti per un'Orestiade Africana
Scritto, diretto, fotografato e commentato da Pier Paolo Pasolini; musica originale Gato Barbieri; montaggio Cleofe Conversi; produzione Gian Vittorio Baldi et IDI Cinematografica (Roma), I film dell'Orso; produttore delegato Gian Vittorio Baldi; pellicola Eastmoncolor; formato 16 mm, b/n; macchine da ripresa Arriflex; sviluppo e stampa Luciano Vittori; sincronizzazione NIS Film; distribuzione DAE. Riprese : dicembre 1968 e febbraio 1969, esterni : Uganda, Tanzania, Lago Tanganika, interni : Roma, Folkstudio; durata: 63 minuti. Prima proiezione. Marché International des programmes télévisuels di Cannes, 17 Aprile 1970; Giornate del cinema italiano, Venezia, settembre 1973.
Tra i film progettati e mai realizzati da Pier Paolo Pasolini spicca la riduzione per il grande schermo dell'Orestiade di Eschilo, ambientata nell'Africa nera degli anni settanta. il viaggio di PPP alla ricerca delle locations ideali tra Tanzania, Uganda e Kenya - filmato in ogni sua parte - diventa il vero soggeto di quest'opera atipica, concepita come testo preparatorio di un capolavoro soltanto sognato. Nel corso della sua elaborazione in forma di appunti, quest'Orestiade mai portata a termine si trasforma in una ricerca sul rapporto tra culture lontane tra loro nel tempo e nello spazio. Pasolini traccia in prima persona una mappa delle sfumature che dividono questi opposti: Africa e Europa, cinema e tragedie della Grecia antica, benessere e indigenza.
Allegati
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Appunti per un'Orestiade africana
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10 agosto
Cenere musicato da Christian Leroy
Cenere (Italia, 1916)
produzione: Arturo Ambrosio (Film Ambrosio); regia: Febo Mari; fotografia: Eugenio Bava; cast: Eleonora Duse (Rosalia Derios), Febo Mari (Anania), Misa Mordeglia Mari (Margherita); 35 mm, 37' (24 fps); provenienza: Cineteca del Friuli (restauro effettuato dalla Cineteca del Friuli in collaborazione con la Cineteca Sarda di Cagliari a partire da una copia nitrato della George Eastman House di Rochester).
Il piccolo Anania, figlio illegittimo lasciato alle cure di una madre sola e disperata, subisce le angherie dei suoi coetanei, immerso nel tempo sospeso di una Sardegna fatta di paesaggi assolati e maestosi. Per dargli un futuro, la donna decide di lasciarne la custodia al padre, un mezzadro di Nuoro. Adottato dalla famiglia dei datori di lavoro del padre, Anania cresce e viene mandato a Roma, dove studia e si laurea, dominato dalla nostalgia per la bella Margherita, figlia dei suoi benefattori, e per Rosalia, la madre scomparsa nel nulla dopo averlo abbandonato. Rientrato in Sardegna, anzichè correre dai genitori di Margherita per avere il loro consenso a un matrimonio desiderato da entrambi, Anania si mette sulle tracce della madre, intenzionato a riscattarla. Trovata la donna, dovrà fare i conti con la sua riluttanza e con regole antiche quanto la terra di Sardegna.
Christian Leroy
Christian Leroy / pianoforte e composizione
Christian Thoma / oboe e corno inglese
Philippe Saucez / clarinetto basso
Paola Corti / voce recitante
Nato a Mons nel 1952, Christian Leroy ha fondato nel 1979 l'ensemble Musique Vivante, diventato in seguito Trio Métarhymes de l'air, con Philippe Saucez e José Bredeur. Con questa formazione ha preso parte ai principali festival europei e ha avuto la possibilità di scrivere e suonare musica applicata ad altre forme d'arte. Dal 1994, si specializza nella composizione di musiche per film muti. I suoi maggiori successi in questo campo sono "Nosferatu" di Tod Browning e "Nanouk l'eschimese" di Robert Flaherty. Leroy ha cominciato a collaborare con Strade del Cinema nel 2003, come docente dello stage "Scrittura musicale e Scrittura cinematografica". In quell'occasione, presentò ai suoi studenti, in coppia con Philippe Saucez, la musicazione dal vivo di "Nanouk l'eschimese". Fu allora che nacque per volontà comune il "progetto Cenere": la produzione di una musicazione originaleper questo classico del cinema italiano, scritta e interpretata dallo stesso Leroy, in collaborazione con un giovane ma già affermato musicista valdostano, Christian Thoma. Il clarinetto basso di Philippe Saucez e la voce di Paola Corti sono stati chiamati a completare il cast di questa produzione, concepita come un viaggio tra le arti (cinema, musica e letteratura) e tra i sapori di una terra di antica cultura.
Il melodramma comico e il cinema muto
Il corso sul melodramma comico è stato preparatorio alla realizzazione del nostre "Cenere", cortometraggio realizzato proprio nello stile del cinema muto: forma d'arte che, non potendo ancora avvalersi del sonoro, metteva in risalto l'espressività e la gestualità degli attori le cui azioni erano sottolineate e messe in evidenza dalla colonna sonora.
A sottolineare le atmosfere melodrammatiche, i colori musicali proposti dal vivo da Acusmatic Group nel corso della serata di presentazione al pubblico del nostro "Cenere".
La serata
Piccole suggestioni sensoriali, ambienti, atmosfere... Questi gli spunti o meglio gli appunti al romanzo Cenere di Grazia Deledda. Non per dare un significato narrativo, ma per un richiamo alla realtà, a quella Sardegna drammatica, mistica, intensa e a quelle inquietanti e suggestive vicende di vita e di morte che abitano l'io profondo dei protagonisti. E gli spettatori stessi, proprio come i protagonisti di Cenere, diveranno vittime di una ipertrofia della sensibilità. Visioni, suoni, sapori non in nome di un verismo folcloristico ma per una contemplazione sensibile e sensuale. E' l'istinto che si ridesta, con la sua forza liberatrice (ma anche con la sua aggressività cieca)... proprio come in Cenere.
di Paola Corti
11 agosto
Die Bergkatze musicato da Trio La Tendresse
Die Bergkatze (Germania, 1921)
produzione: Union - UFA; regia: Ernst Lubitsch; sceneggiatura: Hans Krali, Ernst Lubitsch; scenografia e costumi: Ernst Sterncast; fotografia: Theodor Sparkuhl; cast: Viktor Janson (il comandante della fortezza), Pola Negri (sua moglie), Paul Heidemann (il tenente Alexis); 35 mm, 85' (20 fps); provenienza: Friedrich Wilhelm Murnau Stiftung (restauro a cura di Cineteca di Bologna, in collaborazione con ARTE); prima proiezione pubblica: 14 aprile 1921.
In un'immaginaria location di montagna, una fortezza militare viene costantemente attacata da una banda di briganti che fanno delle asprezze del paesaggio il proprio nascondiglio ideale. Questo non impedisce, però, che all'interno della fortezza la vita scorra come in un normale villaggio di alta quota. Il colonello a capo della fortezza (Viktor Janson) vedrebbe bene la propria figlia (Edith Meller) sposata con l'affascinante tenente Alexis (Paul Heidemann). La realizzazione dei suoi piani, però, viene messa in serio pericolo quando la bellissima Rischka (Pola Negri), figlia del capo dei briganti, rapisce Alexis e se ne innamora perdutamente. Per conquistarlo, dovrà deporre le armi e farsi largo tra le raffinate signorine dell'alta società locale. Più delle armi, sarà il suo fascino a ferire gli avversari.
Trio La Tendresse
Yves Robert / trombone
Vincent Courtois / violoncello
Edward Perraud / percussioni
Perfezione triangolare, giochi di equilibri, vasti orizzonti: immaginatevi una musica nuova. Non una novità musicale, ma una dimensione sonora dove tutto accade perché tutto è confuso, non in disordine, ma colato, sciolto, teneramente sciolto. Non è artisticamente importante essere nuovi, in fondo, quanto piuttosto essere necessari. In un campo gestito dall'assoluta gratuità dell'essere e del sentire, solo le cose che si devono hanno uno spazio, lo spazio del gesto artistico che c'é. Il Trio La Tendresse incarna la consapevolezza della necessità artistica, dell'appartenere a un modo di vivere la musica, quello dell'improvvisazione, a una pratica storica e consolidata, e nel contempo cerca di farsi carico di ciò che non può più essere detto e suonato di una negatività, che è al contempo limite e possibilità. Un fare non ingenuo dunque quello che sta alla base della riflessione musicale di questo trio, che, contro tecnocratici e matematici modernismi, porta in auge la tenerezza (la tendresse) come necessità e chiave di lettura dei nostri tempi. C'è bisogno di tenerezza per non avere paura, per poter sentire e aprirsi a piccole emozioni, per poter costruire un percorso di solide microscopiche consapevolezze. Ma la tenerezza restituitaci non è infantile e cieca, ma violentata, è l'atto d'amore di una persona adulta che ha dovuto rinunciare. La tenerezza allora si apre alla dimensione del tempo, anzi è la dimensione del tempo vissuto, di ciò che ci è dato e che quotidianamente sprechiamo. La tenerezza è la chiave per entrare nella dimensione estetica della verità della nostra finitezza e della illusorietà delle cose. Quando si ascolta questo trio la sensazione visiva e vissuta che ci pervade sembra porci di fronte a un grandioso spettacolo della natura, a un vasto orizzonte brumoso scorto sulle pendici di una vertiginosa scogliera, a un torrido panorama desertico, a una abbagliante vastità glaciale. La grandezza della natura, la verità del mondo, si dà, si mostra solo a coloro che sanno essere teneri, che sanno accogliere forti sensazioni, proprio perchè danno credito a quelle più piccole e insignificanti.
Data la premessa, allora, perchè non affidare a questo trio un film comico, una storia dai sentimenti intensi, piuttosto che un dramma? Perché non pensarli come i migliori interpreti dell'epica umana? Molti e autorevoli interpreti dell'essere umano ci hanno fatto capire che ridere è una cosa seria.
12 agosto
Suite Méliès musicato da Enrico Rava - Stefano Bollani
La serata conclusiva di Strade del Cinema 2005 è un omaggio al cinema visionario e poetico di Georges Méliès. Una suite di pellicole che hanno lasciato un segno indelibile nella memoria storica degli amanti delle immagini, spettatori e addetti ai lavori: dalle imprese spaziali dei viaggiatori lunari, alle spedizioni fantageografiche in luoghi che esistono per il solo fatto di essere immaginati, sino alla sperimentazione pura del mezzo cinema, delle sue possibilità e dei suoi limiti. Fantasia e audacia, valori che ben si adattano al duo scelto per interpretare musicalmente le opere del grande regista francese: la poetica del fraseggio e del suono della tromba di Enrico Rava e la vivacità esplosiva, nonchè il gusto della ricerca di Stefano Bollani, due musicisti che non hanno certo bisogno di presentazioni.
Enrico Rava - Stefano Bollani
Enrico Rava / tromba, flicorno
Stefano Bollani / pianoforte
Le tonnere de Jupiter (Francia, 1905)
produzione e regia: Georges Méliès; 16 mm, 3' (18 fps), provenienza: Cineteca del Friuli; prima proiezione pubblica: febbraio 1905
L'éclipse du soleil en pleine lune (Francia, 1907)
produzione e regia: Georges Méliès; 16 mm, 8' (18 fps), provenienza: Cineteca del Friuli; prima proiezione pubblica: febbraio 1907
Le voyage dans la lune (Francia, 1902)
produzione e regia: Georges Méliès (tratto dal romanzo di Jules Verne); cast: Georges méliès (L'astronomo), Bleuette Bernon, Victor André; 16 mm, 12' (18 fps), provenienza: Cineteca del Friuli; prima proiezione pubblica: novembre 1902
Les aventures du Baron de Munchausen (Francia, 1911)
produzione e regia: Georges Méliès; 16 mm, 12' (18 fps), provenienza: Cineteca del Friuli; prima proiezione pubblica: settembre 1911
La lanterne magique (Francia, 1903)
produzione e regia: Georges Méliès; 16 mm, 5' (18 fps), provenienza: Cineteca del Friuli; prima proiezione pubblica: settembre 1903
La conquête du pôle (Francia, 1912)
produzione e regia: Georges Méliès; cast: Georges méliès (il professor Maboul), Fernande Albany; 16 mm, 12' (18 fps), provenienza: Cineteca del Friuli; prima proiezione pubblica: maggio 1912