VI Edizione - 6-15 agosto 2007

VI Edizione - 6-15 agosto 2007

6 agosto
Rodolfo Valentino, L'Amante del Mondo - Maura Susanna, Daniela Garneri, Gianluigi Trovesi, Federico Marchesano

7 agosto
INCROCI: Christian Thoma - Yosémite - Ceci n'est pas une montagne
CGME: Wrong again musicato da Kemp Ensemble
CGME: Two Tars musicato da Naga Trio

PROSPETTIVE: Stefano Zorzanello musica L'Arco d'Augusto

8 agosto
INCROCI: Videozero - Francesco Ballo
PROSPETTIVE: La Drummeria musica La Porta Praetoria
CGME: We faw down musicato da Federico Ferrandina
CGME: Double whoopee musicato da Trio à rebours

9 agosto
INCROCI: Amsterdamned Jazz - Willem Breuker Kollektief
PROSPETTIVE: Lucia Recio - Didier Petit musicano il Criptoportico
CGME: Flying elephants musicato da Francesca e Federica Badalini
CGME: You're darn tootin' musicato da Jumbo Jet

10 agosto
INCROCI: Aragon, orchestra cubana dal 1939
PROSPETTIVE: Emmanuel Louis - Musique pour jardin musica la Tour Fromage
CGME: Early to bed musicato da Diego Mingolla
CGME: From soup to nuts musicato da Alessandro Librio

INCROCI: Notte bianca Il Signore degli Anelli

11 agosto
INCROCI: Marc Ribot, The Lost String
PROSPETTIVE: Emmanuel Louis - Musique pour jardin musica la Tour Bramafan
CGME: Bacon Grabbers musicato da Daniele Furlati
CGME: Liberty musicato da Quentin Manfroy - Eric Bribosia
Fuori Concorso: La meridiana del convento musicato da Hector Mann Music Crew

12 agosto
INCROCI: Femi Kuti, what's going on?
PROSPETTIVE: Jean-Paul Dessy musica il Chiostro di Sant'Orso
EVENTI: Il Fuoco musicato da Marc Ribot - Fred Frith

13 agosto
INCROCI: You Africa - Youssou N'Dour - Iso Lo - Ismael Lo
PROSPETTIVE: Paolo Angeli musica il Tiglio di Sant'Orso
EVENTI: Les Parapluies de Cherbourg - Omaggio a Jacques Demy

14 agosto
INCROCI: La musique selon Deben Bhattacharya
PROSPETTIVE: Davide Sanson musica il Criptoportico
EVENTI: Musica per gli Occhi - Louis Sclavis, Jean-Paul Dessy, Heribert Leuchter, Nina Leonards, Pascal Niggenkemper, Emmanuel Louis, Etienne Plumer, Riccardo Ruggeri, Manuel Pramotton

15 agosto
EVENTI: La Belle Nivernaise musicato da The Great Voices of Bulgaria, François Raulin, François Corneloup, Jean-Jacques Avenel

 

Allegati

6 agosto

RODOLFO VALENTINO, L'AMANTE DEL MONDO, con Daniela Garneri, Maura Susanna, Gianluigi Trovesi, Federico Marchesano.

EVENTI

RODOLFO VALENTINO, L'AMANTE DEL MONDO

Daniela Garneri, Natacha Rambova giovane
Maura Susanna, Natacha Rambova
Gianluigi Trovesi, Clarinetti - Sax alto
Federico Marchesano, contrabbasso

Scritto e diretto da Enrico Montrosset.

Parola, musica, immagini: questi i colori con cui viene dipinto l'omaggio tributato a Rodolfo Valentino. Colori che si fondono in un spettacolo prodotto, scritto e diretto da"Strade del Cinema", ma che mantengono la loro autonomia, investiti di un ruolo non solo descrittivo. Quello che viene chiesto alla musica di Gianluigi Trovesi e Federico Marchesano, infatti, è qualcosa di più di un accompagnamento: è la restituzione -attraverso la musicazione non di sequenze, ma di un montato di scene senza un filo narrativo - di un clima, di un concetto espresso nel testo dello spettacolo interpretatoda Maura Susanna, cantautrice a cui la tradizione valdostana deve molto, e dall'attricetorinese Daniela Garneri. E allora chi era Rodolfo Valentino? Possiamo dire di conoscerlo? O ne conosciamo soltantoil mito? E' dalla necessità di approfondire la conoscenza biografica dell'attore che nascequesto spettacolo, in cui la voce narrante è quella di Natasha Rambova, seconda moglie di Valentino. Nato a Castellaneta il 6 maggio 1895 e morto a New York il 23 agosto 1926,per un'appendicite trascurata, si può dire che Rodolfo Valentino sia nato con il cinema esi sia portato nella tomba una stagione, quella del cinema muto, che dopo la sua morte ha conosciuto soltanto il declino. Un velato atto d'accusa percorre tutto lo spettacolo, contro il rapporto malsano che laborghesia di allora aveva con la sessualità, e contro il modo in cui, catarticamente, ha reso Valentino un mito, un'icona, un sex symbol (il primo della storia del cinema) perché fosse qualcun'altro a portare il peso di ciò per cui lei provava imbarazzo - ma allo stessotempo attrazione. Ed è lì, nella Jazz Age di Francis Scott Fitzgerald, che nasce la tendenza tipica dell'uomopostmoderno di costruire icone dorate per guardarle senza sporcarsi le mani, mentrefanno ciò di cui lui ha paura. L'uomo degli anni venti rifuggiva la tenerezza, l'arte del saper amare, il sesso, ma il successo di Valentino (i cui film hanno risollevato le sorti dicase di produzione che sembravano destinate all'estinzione) dimostra quanto fossel'ipocrisia ad alimentare questo timore. A conferma di tale sentore, la nascita negli anni a venire di schiere di sex symbol nel cinema (pensiamo a James Dean) e non solo(pensiamo a Elvis nella musica). Con Rudolph Valentino si assiste anche alla massificazione del cinema, alla sua trasformazione in industria, alla nascita delle professioni: egli è un momento fondante,insomma, per la cinematografia. Ed è a tutto questo che lo spettacolo rende omaggio,restituendo a Valentino ciò che i meccanismi dell'industria cinematografica gli avevano rubato, ovvero la dimensione umana a cui avevano sostituito quella mitica del divo. Un mostro sacro della scena jazz internazionale, un giovane e talentoso contrabbassista,una cantautrice che scopre la recitazione e un'attrice che tira fuori la sua cattiveria sono incaricati di portare a termine tale restituzione.

 

Allegati

7 agosto

INCROCI
Omaggio a Christian Thoma


Diplomato in oboe al conservatorio «A. Vivaldi» di Alessandria, dopo aver studiato presso l’Istituto Musicale di Aosta con il Maestro Giorgio Girotto e aver svolto per alcuni anni attività concertistica nell’ambito della musica classica, Christian Thoma si è progressivamente avvicinato al jazz. Questo lo ha portato a collaborare con l’«Orchestra Giovanile Valdostana di Jazz» e a frequentare i seminari di «Siena Jazz» e i «Jazz Workshop di Villa Gomes» di Lecco. Di recente ha sviluppato anche un interesse per la musica tradizionale, che si è concretizzato nelle collaborazioni con l’organettista diatonico Norbert Pignol e nella direzione dell’«Orchestre des Alpes».

YOSEMITE (Italia, 2002)
prodotto da Valerio Folco e L’eubage srl, diretto da Valerio Folco, montaggio Valerio Folco e Alberto Bich, con Bruce Bindner, Tom McMillan, Valerio Folco, DVCAM, 27’. Premio Radio Santander SER, Festival Ciudad de Santander, 2002. Secondo Premio della Giuria, Bilan du film valdôtain, 2004

Yosemite parla dell’uomo e dei suoi sogni. Realizzare i propri sogni sara'l’ultima frontiera dell'uomo. L’alpinismo non avra' mai fine finche' nella mente dell’uomo che accetta la sfida della scalata ci sara' fantasia, buon senso, etica e rispetto.?Il sogno e' il principale “motore” che ci spinge ad andare oltre noi stessi perche' e' la prova dell’esistenza di qualcos’altro, ed esso, legato all’immaginazione e alla fantasia ci fa capire quanto sia indispensabile nutrircene per raggiungere la piena e profonda conoscenza di noi stessi. Yosemite e' quello che io ho sognato per molto tempo ed e' quello che ho cercato di far capire nel film. (Valerio Folco)

CECI N’EST PAS UNE MONTAGNE (Italia, Francia, 2001)
prodotto da Jean-Paul Lustrissy per Atelier des Alpes e Christian Lellong per Cinédoc Films, diretto da Joseph Péaquin, suono Davide Borettaz, MiniDV, 51’

Ceci n’est pas une montagne … o come viene rappresentata la montagna. Dopo un breve excursus attraverso l’iconografia della montagna sono presentati cinque percorsi paralleli che portano a riflettere sulle differenze nella percezione dell’ “Immagine montagna”.

 

CGME

Kemp Ensemble
Nicole Dohmen // clarinet
Simone Hendricks // sax
Uwe Boettcher // violin
Stuart Kemp // doublebass
Malcolm Kemp // conductor

Wrong Again (U.S.A.1929)
prodotto da Hal Roach, diretto da Leo McCarey, fotografia George Stevens, montaggio Richard Currier, intertitoli H.M. Walker, con Stan Laurel, Oliver Hardy, Harry Bernard, Josephine Cromwell, William Gillespie, Fred Holmes, Dell Henderson; copia proveniente da Cineteca del Friuli (16mm); durata 20’ (24fps).

I giornali rivelano la notizia del furto di Blue Boy, annunciando una ricompensa per chi avesse riportato la refurtiva al proprietario. Due ingenui stallieri si accorgono che uno dei cavalli che hanno in custodia si chiama proprio così: contattano l'uomo derubato, e si accordano per riportargli subito il maltolto. I due stallieri ignorano che in realtà il Blue Boy rubato è un celebre quadro. L'errore non viene subito chiarito; su invito dell'ignaro presunto proprietario, impossibilitato a verificare di persona la bontà del ritrovamento, il cavallo viene addirittura introdotto dentro la sua casa, causando un gran trambusto. Poco dopo, il quadro viene ritrovato e restituito. Solo allora i due stallieri comprendono l'equivoco; cercano di togliere il disturbo assieme al cavallo, come se nulla fosse. Il padrone di casa non la prende altrettanto bene, e li insegue per strada armato di fucile.
di Claudio Cinus

 

Naga Trio
Errico De Fabritiis // sax, flauti
Giuseppe Savino // trombone, eufonio
Giulio Maschio // batteria, percussioni, tromba

Two Tars (U.S.A.1929)
prodotto da Hal Roach, diretto da Leo McCarey, fotografia George Stevens, montaggio Richard Currier, intertitoli H.M. Walker, con Stan Laurel, Oliver Hardy, Harry Bernard, Josephine Cromwell, William Gillespie, Fred Holmes, Dell Henderson; copia proveniente da Cineteca del Friuli (16mm); durata 20’ (24fps).

Due marinai in licenza trasformano la loro giornata di riposo in una catena di disastrosi eppure comici incidenti: a bordo di un’auto noleggiata si scontrano prima contro un palo, aiutano poi due belle signorine alle prese con un distributore di chewinggum che non funziona, riuscendo ad inondare il marciapiede di palline gommose e a litigare animatamente con il proprietario irritato, e ritrovandosi in coda insieme ad altri automobilisti con la strada bloccata da lavori in corso e da un’auto senza benzina, procedono in retromarcia tamponando così un’auto, e scatenando l’ira degli altri automobilisti, anche tra gli stessi, innescando un esilarante effetto domino, in cui tutti litigano con tutti. Nella confusione interviene anche un poliziotto che ordina a tutti di inseguire i marinai, anche quando questi hanno imboccato una galleria ferroviaria proprio mentre sta per passare il treno…
di Eugenia De Nicola

 

PROSPETTIVE
Stefano Zorzanello - Il trionfo dell'Arco

Stefano Zorzanello // sax, flauto, campioni e rilevamenti, elettronica

L'Arco di Augusto è senza ombra di dubbio uno dei monumenti più importanti nell'immaginario collettivo degli abitanti di Aosta. Importante monumento storico, che celebra la vittoria di Terenzio Varrone sulle tribù locali dei Salassi, è una icona della romanità, del nuovo corso storico impresso allo sviluppo di questo insediamento. Nel tempo, il suo significato viene ovviamente a mutare, quasi nessuno oggi, tranne probabilmente gli storici, lo ricorda come l'arco sotto il quale passa il vincitore acclamato dal popolo seguito dai prigionieri in catene. Rimane lì monumento muto, a celebrare qualcosa di perduto con la sua imponenza che si capisce sì essere importante ma non si sa più molto bene perché, ed infatti diventa il centro di una rotatoria circondato da veicoli veloci e rumorosi che non si curano molto della sua presenza. L'Arco di Augusto è un Landmark (impronta del territorio), nel linguaggio della progettazione del paesaggio, è un suo marcatore, una sua cifra inconfondibile, perché è lì da venti secoli, con la sua maestosa, e un po' enigmatica presenza. Ma se il monumento è muto, porta soltanto con sè i segni della trasformazione del tempo (un crocifisso posto sotto l'arco, ripropone la presenza della cristianità) la memoria orale degli aostani, di chi ha vissuto la presenza di questo monumento come elemento costante del paesaggio, e dei suoi mutamenti, e la nuova memoria dei nuovi abitanti, che si esprime attraverso le voci dei giovani, bambini, ed immigrati, tutti questi elementi uniti all'occasione della pedonalizzazione dell'area, possono costituire una ragione, una occasione di emersione di questo immaginario, per farlo parlare. Il concerto-installazione sarà una occasione per poter ascoltare il modo in cui la coscienza della collettività percepisce e riflette su questa presenza, su questa problematica. E' un modo di far diventare poesia la voce della città, di far parlare il monumento nella nostra memoria nel passaggio tra generazioni.

 

 

Allegati

8 agosto

INCROCI
Video Zero a cura di Francesco Ballo, Accademia di Belle Arti di Brera


Ci sono pochi momenti, per la formazione di un videomaker, che rivestono tanta importanza quanta ne ha il confronto con il pubblico: con il pubblico cinematografico, s’intende, che entra in sala e occupa una poltrona con l’intento di concentrare la propria attenzione sulle immagini proiettate sullo schermo. Un pubblico ben diverso, quindi, da quello che in una galleria d’arte può osservare una videoinstallazione.
A partire da questo presupposto, il professor Francesco Ballo ha concepito e sviluppato l’idea del «Punto della situazione – Videozero», una rassegna cinematografica dedicata ai lavori di giovani realizzatori che quest’anno è giunta alla nona edizione.

Serena Vestrucci e Andrea Cillo, Leg Godt Sky Water, 2007

Giovanni Ficetola, Produzione Mecchanica, 2007

Roberto Cappuccitti, Post-vision, 2007

 

PROSPETTIVE
La Drummeria - Il suono della pietra

Ellade Bandini // drums
Walter Calloni // drums
Paolo Pellegati // drums
Christian Meyer // drums

C’è Ellade Bandini, che ha portato il groove nei dischi di Mina e De André, spaziando dal pop al jazz vecchia maniera. C’è Walter Calloni, che in trent’anni di carriera non ha mai smesso di aggiornarsi. C’è Christian Meyer, che non è solo «il batterista di Elio», ma soprattutto un moderno jazzista dotato di fantasia e precisione. E poi c’è Paolo Pellegatti, una specie di enciclopedia del jazz con le bacchette. Sopra di loro, una delle più imponenti testimonianze di grandeur che la romanità ci abbia restituito nella sua interezza: le Porte Pretoriane di Aosta.
Questo uno sguardo sul secondo appuntamento della sezione «Prospettive», con l’ingresso orientale della città romana animato dalla Drummeria mentre il sole di agosto inizia la sua discesa verso ponente. Discesa che sarà scandita da piatti e tamburi, spazzole e bacchette, in uno spettacolo che non si fa solo ascoltare, ma anche guardare.

 

CGME

Federico Ferrandina
Federico Ferrandina // chitarra

We faw down (U.S.A.1929)
prodotto da Hal Roach, diretto da Leo McCarey, fotografia George Stevens, montaggio Richard Currier, intertitoli H.M. Walker, con Stan Laurel, Oliver Hardy, Vivine Oakland, Bess Flowers, Vera White; copia proveniente da Cineteca del Friuli (16mm); durata 20’ (24fps)

Due uomini sposati, Stanlio e Ollio, complottano sul divano, accanto alle mogli, per unirsi a una sfida di poker in città. La scusa per allontanarsi da casa? Il loro capo li vuole a teatro. Così, sotto lo sguardo sospettoso delle due donne, i due escono, ma durante il percorso cadono nel fango e per asciugare i vestiti, accettano l’invito ambiguo di due giovani sconosciute. Nel frattempo, il teatro va in fiamme, e le mogli, leggendo la tempestiva notizia sul giornale, attendono furiose a casa. Stanlio e Ollio, ignari, rientrano e, mentre, “raccontano” ridicolmente lo spettacolo teatrale, una delle due donne conosciute poco prima entra in casa per restituire a Ollio la sua giacca. A questo punto Stanlio e Ollio iniziano a correre lontano dalla furia delle mogli, minacciati da una carabina.
di Sara Sesia

 

Trio à Rebours
Angelo di Mino // violoncello
Valeria Fazzi // elettronica
Valerio Mirone // basso elettrico, koto

Double Whoopee (U.S.A.1929)
prodotto da Hal Roach, diretto da Lewis R. Foster, fotografia George Stevens, montaggio Richard Currier, intertitoli H.M. Walker, con Stan Laurel, Oliver Hardy, Jean Harlow, Ed Brandenberg, William Gillespie, Charlie Hall, Charley Rogers; copia proveniente da Cineteca del Friuli (16mm); durata 20’ (24fps).

Siamo nella hall di un importante albergo: tutti sono in agitazione per l’imminente arrivo del principe. Quando Stanlio e Ollio, rispettivamente portiere e fattorino, fanno la loro comparsa, il secondo viene scambiato per l’illustre ospite e la gag viene chiarita solo quando Ollio mostra la lettera di presentazione. Infine il principe sopraggiunge e viene accolto con tutti gli onori che gli spettano, tuttavia, accompagnato all'ascensore, non riesce mai a prenderlo e cade puntualmente nell’abitacolo vuoto, perchè il mezzo viene richiamato più volte al piano superiore da Stanlio e Ollio. Intanto Ollio, indossata la divisa da portiere, comincia il proprio turno di lavoro dando vita a divertenti situazioni, perchè sbaglia più volte ad aprire la porta agli ospiti dell'albergo. Da una limousine scende anche un’affascinante vamp (interpretata da Jean Harlow): Ollio la accompagna all’interno dell’albergo, ma il lungo abito della donna rimane incastrato dentro la portiera a causa di Stanlio, e lacerandosi lascia scoperta parte del suo corpo. Per rimediare Ollio offre alla vamp il cappotto di Stanlio, ma il gesto porterà ad un crescendo di esilaranti incidenti, che porteranno i due amici a lasciare l'albergo.
di Alberto Pascarella

 

Allegati

9 agosto

INCROCI

AMSTERDAMNED JAZZ – Willem Breuker Kollektief (Francia, 2000)
v.o.st.it. prodotto da Stéphane Jourdain per La Huit Production / MCM Classique Jazz & Muzzik, con il supporto del CNC – Ministère de la culture et de la communication; diretto da Daniel Jouanisson; fotografia Thierry Maisonnave, Daniel Jouanisson; montaggio Albane Peñaranda; mixage Jean-Marc Schick; formato DVCAM; durata 54’.

Compositore e arrangiatore, proprietario di un’etichetta discografica (BVHAAST), collaboratore di Johann Van der Keuken, Han Bennink e Misha Mengelberg, Willem Breuker, con il suo Kollektief, inventa nuove forme musicali da 25 anni. Il WB K non si limita a suonare la propria musica ma si diverte a giocare con la musica. I loro concerti sfuggono ad ogni definizione o inquadramento e fanno vivere agli spettatori esperienze uniche e indimenticabili. Questo film ripercorre i loro 25 anni di jazz, provocazioni e riflessioni sulla musica di oggi.

 

PROSPETTIVE
Lucia Recio + Didier Petit - Riverberi

Con il terzo appuntamento della sua programmazione, la sezione «Prospettive» entra nelle viscere di Aosta, scendendo gli scalini che conducono a quello che era il cuore pulsante della città romana. Ritenuto di età augustea, il criptoportico forense (situato in piazza Giovanni XXIII, a pochi passi dalla cattedrale) era infatti il fulcro dell’attività pubblica, destinato ad accogliere il foro, le terme, il teatro, l’anfiteatro, ma anche le strutture templari.
Articolato su tre lati, aperto su quello sud, il criptoportico è composto da una galleria con ambienti interni voltati e intonacati, che l’illuminazione garantita da piccole aperture a bocca di lupo rende suggestivi. Adatti, quindi, per il tipo di spettacolo che ospiteranno.
Saranno due le voci che verranno diffuse sotto le volte del criptoportico dalla sua aria carica di storia: quella di Lucia Recio, cantante di origini andaluse, e quella del violoncello di Didier Petit.

 

CGME

Sorelle Badalini
Federica Badalini // pianoforte
Francesca Badalini // chitarra elettrica


Flying Elephants

U.S.A.1928; prodotto da Hal Roach, diretto da Fred Butler e F. Richard Jones, fotografia Floyd Jackman, montaggio Richard Currier, intertitoli H.M. Walker, con Stan Laurel, Oliver Hardy, Jimmie Finlayson, Edna Marian, Tiny Sanford, Dorothy Coburn; copia proveniente da Cineteca del Friuli (16mm); durata 20’ (24fps).)

Età della pietra, 6000 anni fa. Il capo tribù, con un editto scolpito in un macigno, stabilisce che tutti i maschi fra i tredici e i novantacinque anni dovranno sposarsi entro 24 ore. È caccia aperta. Lui cerca la sua lei ma anche lei non disdegna di cercare colui che più la aggrada. Non sempre però è così facile, soprattutto se si è imbranati come Mighty Giant (Gigante Forzuto) e Little Twinkle Star (Piccola Stella Scintillante). Per motivi opposti faticano a trovare moglie: il primo è spavaldo e sicuro di sé ma non appena si avvicina a una fanciulla delle caverne viene messo k.o., a tradimento, dai colpi di clava di rivali nascosti. L’altro, timido e mingherlino, trova delle donne più forti di lui che lo picchiano pure. Finiranno per contendersi la mano della figlia di Saxophonus, che ha altri problemi per la testa: è alle prese con un dente dolorante e i dentisti non esistono ancora...
di Umberto Ferrari

 

Jumbo Jet
Jean-Michel Leclercq // computer

You’re darn tootin’
U.S.A.1929; prodotto da Hal Roach, diretto da Edgar Kennedy e Leo McCarey, fotografia Floyd Jackman, montaggio Richard Currier, intertitoli H.M. Walker, con Stan Laurel, Oliver Hardy, Wilson Benge, Christian J. Frank, Dick Gilbert. William Irving; copia proveniente da Cineteca del Friuli (16mm); durata 20’ (24fps).

You’re darn tootin’ racchiude in sé gli elementi comici che hanno reso Laurel & Hardy incomparabili e inconfondibili. Il pubblico segue le rocambolesche vicende di due musicisti, un catastrofico clarinettista e un goffo suonatore di corno. Nella sala gremita, dove alcuni orchestrali si apprestano a suonare, spiccano le figure dell’inseparabile coppia. Dopo una serie di esilaranti gag i due comici vengono allontanati dalla banda. Ma le sventure sono appena iniziate, infatti, anche la governante della pensione dove Laurel & Hardy alloggiano decide di cacciarli. I due si fingono così musicisti da strada esibendosi in questo nuovo palcoscenico, senza troppa fortuna. Il duo, non riuscendo a racimolare nulla, finisce con l’azzuffarsi. Il caos generato sfocia in una rissa collettiva che coinvolge tutta la città e coinvolge anche noi, che ridiamo di gusto per una comicità unica e intramontabile.
di Marco Meazzini


Allegati

10 agosto

INCROCI

ARAGON, orchestra cubana dal 1939 (Francia, 2000)
v.o.st.it. prodotto da La Huit, Lusafrica, Planète Aurora, in associazione con TV5; di Patrick Glaize; formato DVCAM; durata 54’

Orquesta Aragon, “L’ambasciata della gioia”, come hanno cominciato a chiamarla nel 1953, è un mito, la più vecchia orchestra di Cuba ancora in attività. Aragon festeggia oggi i suoi 60 anni di vita. Con più di 400 temi in repertorio, Aragon ha suonato a Mosca, Ho-Chi-Min-ville, Conakry, il Cairo… Attraverso il loro tour europeo dl 1999, il film racconta la storia incrociata dell’Orchestra e del Paese che l’ha vista crescere.

 

PROSPETTIVE
Emmanuel Louis - Musiques pour jardin


Emmanuel Godinot // flute
Martin Lauwers // violin
Zeno Gabaglio // cello
Emmanuel Louis // guitar

Ad Aosta può capitare che romanità e Medioevo si incontrino, generando luoghi in cui il tempo rimane sospeso tra queste due epoche. Così avviene che la Tour Fromage, solida costruzione a base quadrata risalente al XII secolo, si affacci sull’area del Teatro Romano, trovandosi a pochi passi dalle Porte Pretoriane. Allo stesso modo la Torre di Bramafam, di poco più antica, è stata costruita sulle rovine di un bastione romano, e ancora oggi, ai suoi piedi, si possono apprezzare ampi frammenti della cinta muraria della città romana. Le aree antistanti questi monumenti saranno sede dei due concerti del venticinquenne chitarrista belga Emmanuel Louis, che sarà ad Aosta con il suo quartetto di musica per giardini «Gardening with us». Accanto a lui in questa formazione acustica, il flautista Emmanuel Godinot e il violinista Martin Lauwers, musicisti con i quali collabora intensamente da almeno sei anni e con i quali forma, insieme ad altri elementi, i «Funk Sinatra». A loro, si unirà per l’occasione il violoncellista svizzero Zeno Gabaglio.

 

CGME

Diego Mingolla
Diego Mingolla // pianoforte

Early to bed (U.S.A.1928)
prodotto da Hal Roach, diretto da Emmett Flynn e Leo McCarey, fotografia George Stevens, montaggio Richard Currier, intertitoli H.M. Walker, con Stan Laurel, Oliver Hardy; copia proveniente da Cineteca del Friuli (16mm); durata 20’ (24fps).

Tra le nove e le dieci del mattino, la fatidica ora in cui i re della finanza sbrigano la corrispondenza (così recita la didascalia), Hardy apre una busta. Si trova seduto sulla panchina di un parco, accanto a Laurel e al cagnolino Buster. Leggendo la lettera scopre di aver ereditato una fortuna da uno zio e decide di dare all’amico l’incarico di maggiordomo. Sono le tre del mattino ed è il compleanno di Hardy. Laurel, che lo attende nella lussuosa dimora, lo vede rientrare ubriaco. Cerca di metterlo a letto ma il suo padrone, che ride a crepapelle e pare essere tornato bambino, non ne vuole sapere. Esasperato, il maggiordomo va a dormire, ma Hardy gli versa dell’acqua nel letto. Laurel minaccia di andarsene e, poiché il suo padrone vuole impedirglielo, comincia a rompere i soprammobili di casa. Alla fine Hardy propone una tregua e gli tende la mano… prima di gettarlo nella fontana del giardino.
di Francesca Galvanetto

 

Alessandro Librio
Alessandro Librio // violino

From soup to nuts (U.S.A.1928)
prodotto da Hal Roach, diretto da Edgar Kennedy e Leo McCarey, fotografia Floyd Jackman, montaggio Richard Currier, intertitoli H.M. Walker, con Stan Laurel, Oliver Hardy, Anita Garvin, Dorothy Coburn, Edna Marion, Gene Morgan; copia proveniente da Cineteca del Friuli (16mm); durata 20’ (24fps).

I signori Culpepper tengono una cena di gala presso la loro abitazione. Gli ospiti che vi partecipano sono tutti molto eleganti. Prima che tutti gli invitati si accomodino a tavola, arrivano i due camerieri Laurel e Hardy; la padrona di casa scopre solo al loro arrivo che la loro unica esperienza si è svolta nelle tavole calde. Appena entrati in casa iniziano una serie di gag che dimostra la loro scarsa competenza in fatto di servizio e di buone maniere: Laurel pretende che il cuoco si tolga il copricapo perché un gentiluomo, in casa, non deve portare il cappello; i piatti di zuppa cominciano a volare sulla testa degli ospiti perché Laurel, mentre li serve, scivola su una buccia di banana; Hardy precipita con il viso su ben tre torte rendendole immangiabili; Laurel suscita l’imbarazzo dei commensali quando si toglie gli abiti per servire a mano foglie d’insalata che era stata, per l’appunto, richiesta undressed, “senza niente”.
di Nicoletta Pavan

 

INCROCI
notte bianca: Lord of the ring


Lord of the Rings: The Fellowship of the Ring (U.S.A., 2001)
prodotto da Barrie M. Osborne, Peter Jackson, Fran Walsh, Tim Sanders; diretto da Peter Jackson; scritto da Fran Walsh & Philippa Boyens & Peter Jackson dal romanzo di J.R.R. Tolkien; fotografia Andrew Lesnie, a.c.s.; montaggio John Gilbert; scenografia Grant Major; costumi Ngila Dickson, Richard Taylor; effetti digitali Weta ltd, NZ; supervisore effetti visivi Jim Rygiel, musica Howard Shore; 35mm, 178’.

Lord of the Rings: The Two Towers (U.S.A., 2002)
prodotto da Barrie M. Osborne, Peter Jackson, Fran Walsh; diretto da Peter Jackson; scritto da Fran Walsh & Philippa Boyens & Stephen Sinclair & Peter Jackson dal romanzo di J.R.R. Tolkien; fotografia Andrew Lesnie, a.c.s.; montaggio Michael Horton; scenografia Grant Major; costumi Ngila Dickson, Richard Taylor; effetti digitali Weta ltd, NZ; supervisore effetti visivi Jim Rygiel, musica Howard Shore;  35mm, 172’.

Lord of the Rings: The Return of the King (U.S.A., 2003)
prodotto da Barrie M. Osborne, Peter Jackson, Fran Walsh; diretto da Peter Jackson; scritto da Fran Walsh & Philippa Boyens & Peter Jackson dal romanzo di J.R.R. Tolkien; fotografia Andrew Lesnie, a.c.s.; montaggio Jamie Selkirk; scenografia Grant Major; costumi Ngila Dickson, Richard Taylor; effetti digitali Weta ltd, NZ; supervisore effetti visivi Jim Rygiel, musica Howard Shore; 35mm, 192’.

Tutto in una notte. A tre anni dal trionfale passaggio sul grande schermo del suo ultimo capitolo, Strade del Cinema ripropone la Saga dell’Anello e del suo viaggio verso la Terra di Mezzo in una speciale notte bianca che, sotto le insegne di Incroci, rende omaggio al compositore Howard Shore, collaboratore storico di autori del calibro di David Cronenberg, Jonathan Demme e, più recentemente, Martin Scorsese. Le musiche, tre volte premiate con l’Oscar, della Trilogia diretta da Peter Jackson sono state raccolte nella The Lord of the Rings Symphony: Six Movements for Orchestra and Chorus. Per saperne di più www.howardshore.com 

 

Allegati

11 agosto

INCROCI

Marc Ribot – The Lost String (Francia, 2003)
v.o.st.it. prodotto da Stéphane Jourdain per La Huit Production / Mezzo; diretto da Anaïs Prosaïc; fotografia Bruno Romiguière; montaggio Vanessa Lefèbvre; suono in presa diretta Nicolas Guadagno, Nicolas Zwarg, Bill Murvey, Bernard Pichon, Troy Matthews; mixage Jean-Marc Schick; formato DVCAM; durata 54’

Leggenda discreta della scena newyorkese, compositore, improvvisatore, accompagnatore ricercato dalle popstar di tutto il mondo, Marc Ribot è uno dei chitarristi più inventivi della sua generazione. Estratti da concerti nei club del Lower East Side e da un tour europeo, documenti d’archivio, conversazioni: il film esplora la varietà degli universi musicali di un virtuoso ispirato, artista generoso e impegnato.

 

PROSPETTIVE
Emmanuel Louis - Musiques pour jardin


Emmanuel Godinot // flute
Martin Lauwers // violin
Zeno Gabaglio // cello
Emmanuel Louis // guitar

Ad Aosta può capitare che romanità e Medioevo si incontrino, generando luoghi in cui il tempo rimane sospeso tra queste due epoche. Così avviene che la Tour Fromage, solida costruzione a base quadrata risalente al XII secolo, si affacci sull’area del Teatro Romano, trovandosi a pochi passi dalle Porte Pretoriane. Allo stesso modo la Torre di Bramafam, di poco più antica, è stata costruita sulle rovine di un bastione romano, e ancora oggi, ai suoi piedi, si possono apprezzare ampi frammenti della cinta muraria della città romana. Le aree antistanti questi monumenti saranno sede dei due concerti del venticinquenne chitarrista belga Emmanuel Louis, che sarà ad Aosta con il suo quartetto di musica per giardini «Gardening with us». Accanto a lui in questa formazione acustica, il flautista Emmanuel Godinot e il violinista Martin Lauwers, musicisti con i quali collabora intensamente da almeno sei anni e con i quali forma, insieme ad altri elementi, i «Funk Sinatra». A loro, si unirà per l’occasione il violoncellista svizzero Zeno Gabaglio.

 

 

CGME

Daniele Furlati
Daniele Furlati // pianoforte

Bacon Grabbers (U.S.A.1928)
prodotto da Hal Roach; diretto da Lewis R. Foster e Leo McCarey; fotografia George Stevens; montaggio Richard Currier; intertitoli H.M. Walzer; con Stan Laurel, Oliver Hardy, Jean Harlow, Edgar Kennedy, Harry Bernard, Eddie Baker, Bobby Dunn, Charlie Hall, Sam Lufkin; copia proveniente da Cineteca del Friuli (16mm); durata 20’ (24fps).

L&H sono due agenti della squadra sequestri incaricati di pignorare al signor Kennedy l’apparecchio radio su cui non paga le tasse da otto anni. Messa in moto la Ford con mezzi di fortuna, i due giungono a destinazione e trovano l’uomo impegnato nel giardinaggio. Egli, intuito il motivo della visita, si rifugia in casa prima della notifica. La mancata rimessa dell’avviso innesca una serie di peripezie incentrate sulla ripetuta perdita dell’atto, che viene persino scambiato con un panino. A consegna avvenuta, l’uomo si barrica in casa e sfida i due ad impossessarsi della radio. Nel bloccare i loro funamboleschi tentativi di irruzione, l’uomo spara per sbaglio ad un idrante il cui getto inonda un poliziotto, che accorre: la radio è requisita, ma viene distrutta da un rullo compressore. L&H deridono l’evasore, la cui moglie ha nel frattempo comprato l’apparecchio, ma il rullo investe anche la Ford.
di Veronica Negrelli


QMEB duo
Quentin Manfroy // flauti
Eric Bribosia // pianoforte, casio

Liberty (U.S.A.1929)
prodotto da Hal Roach, diretto da Leo McCarey, fotografia George Stevens, montaggio Richard Currier, intertitoli H.M. Walker, con Stan Laurel, Oliver Hardy, Sam Lufkin, James Finlayson, Jean Harlow, Jack Hill; copia proveniente da Cineteca del Friuli (16mm); durata 20’ (24fps).

Stan e Oliver, inseguiti da un poliziotto perché evasi dalla prigione, fuggono su una macchina di amici che forniscono loro gli abiti civili da sostituire all’uniforme carceraria. Scampato il pericolo e giunti in città, si accorgono di aver indossato nella foga l’uno i pantaloni dell’altro. Ha inizio così la ricerca del nascondiglio per provvedere al cambio dell’indumento: un vicolo, un taxi, il retro di una pescheria che aggiungerà ai due protagonisti un ostacolo in più. Ovviamente tutti i tentativi falliscono perché c’è sempre qualcuno, fra cui un poliziotto, che li sorprende con i pantaloni abbassati. Alla fine il cambio riesce nell’ascensore di un grattacielo in costruzione che, avviato per errore, li porterà in cima a roteare come equilibristi sulle travi metalliche. Una volta ridiscesi, l’ascensore atterra proprio sulla testa del poliziotto, ridotto così alle dimensioni di un nano.
di Anna Giordano

 

FUORI CONCORSO

Hector Mann Music Crew
Francesco Guaiana // guitar
Mauro Schiavone // piano
Marko Bonarius // doublebass

Il trio siciliano Hector Mann Music Crew presenta al pubblico di Strade del Cinema la musicazione del film la Meridiana del Convento, messo a disposizione dal Museo Nazionale del Cinema/Fondazione Maria Adriana Prolo come premio per il primo classificato del concorso giovani musicisti europei edizione 2006/Harold Lloyd.

La Meridiana del Convento
di Eleuterio Rodolfi, Italia 1916, 31'

Il pittore Vaser riesce a ottenere l'incarico di restaurare gli affreschi del convento di Santa Ingenua. Liliana, una delle giovani educande, invita l'amica Gigetta e la zia per presentare loro il fratello, il tenente Giorgio. Gigetta e Giorgio s'innamorano ma un imprevisto ostacola il loro matrimonio. Durante una merenda all'aperto organizzata da suore ed educande, Gigetta sale su un albero e il pittore Vaser le scatta una foto "osée". Inizia una serie di peripezie per il recupero della foto compromettente che coinvolge, oltre il convento, anche un'intera caserma e il commissario di polizia. Lieto fine: la lastra è distrutta e la stesse Gigetta strappa maliziosamente la fotografia senza mostrarla al pubblico.

Allegati

12 agosto

Il Fuoco musicato da Marc Ribot - Fred Frith

INCROCI

Femi Kuti, what’s going on? (Francia, 2001)
v.o.st.it. Prodotto da La Huit, Arte, Barclay, FKO music, formato DVCAM; durata 52’

Ritratto di un musicista, Femi Kuti, e di un suono, l’Afro Beat. Femi è il figlio di Fela Kuti, “the black president”, creatore di questo genere negli anni Settanta. Uno dopo l’altro hanno posto le basi di una musica africana urbana e rivendicativa, contemporanea del reggae e dell’hip hop. L’Afro-beat è il suono della Nigeria, uno dei più grandi paesi africani, e della sua capitale Lagos, una megalopoli nella quale povertà, ricchezza, violenza e corruzione vivono fianco a fianco. Hip Hop. Reggae, Afro-Beat, tre suoni che condividono la stessa violenza originaria, che vendicano la stessa frustrazione, “What’s going on?”

 

PROSPETTIVE
Jean-Paul Dessy - Meditations

Jean-Paul Dessy // cello

Vero e proprio gioiello di arte cristiana, il chiostro di sant’Orso è parte integrante del complesso monastico agostiniano che, nel XII secolo, si insedio in città e costituì ristoro e riposo per migliaia di pellegrini che si dirigevano verso i luoghi di culto della cristianità percorrendo l’adiacente via Francigena. Nonostante sia stato rimaneggiato nel XV secolo, il chiostro conserva ben 39 degli originali 52 capitelli in marmo bianco, che poggiano su colonne in marmo scuro proveniente dalla località valdostana di Aymavilles. Secondo solo al chiostro di Monreale, vicino a Palermo, il chiostro di sant’Orso costituisce uno splendido quanto raro esempio di «poema marmoreo», presentando scolpite sui suoi capitelli scene tratte dall’Antico Testamento, dalla vita di Gesù e degli Apostoli, ma anche dalla morale pagana. Ad animare questo luogo di riflessione e contemplazione, nell’ambito della sezione «Prospettive», è il violoncellista belga Jean-Paul Dessy, uno dei formatori del progetto europeo «Musica per gli Occhi». Musicista, compositore, direttore d’orchestra, Dessy si è avvicinato sempre più, nel corso della sua esistenza, alla musica minimalista e contemporanea, fondando anche l’«Ensemble Musique Nouvelle», che dirige tutt’ora e con il quale si cimenta anche in musicazioni improvvisate di pellicole mute.

 

EVENTI

Marc Ribot - Fred Frith
Marc Ribot // chitarra
Fred Frith // chitarra


Il Fuoco

Regia: Giovanni Pastrone; soggetto: Febo Mari; fotografia: Segundo de Chòmon; interpreti: Pina Menichelli (la poetessa), Febo Mari (il pittore Mario Alberti); produzione: Itala Film, Torino; anno: 1915; lunghezza originale: 1100m; prima visione romana: 29.4.1916. Dati della copia: 35mm, positivo, triacetato, colore, 1035 m, didascalie italiane.

Tra le canne ai bordi di un fiume avviene l’incontro tra un ingenuo pittore e una misteriosa poetessa. Da allora l’uomo non sarà più lo stesso; la poetessa – nessuno dei due personaggi è mai chiamato col nome proprio – lo trascinerà in una relazione passionale destinata a lasciare dietro di sé solo cenere. Abbandonato dall’amante e persa l’ispirazione, a nulla valgono le attenzioni della vecchia madre; dopo essere stato pubblicamente disconosciuto dalla donna che ama il pittore perderà la ragione. Nella cella in cui vive ormai rinchiuso, ha tracciato su tutti i muri la sagoma del gufo, animale simbolo dell donna che lo ha rovinato.

in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino.

 

13 agosto

Omaggio a Jacques Demy - Les parapluies de Cherbourg

INCROCI
Africa

You Africa – Youssou n’Dour (Francia, 2000)
v.o.st.it. prodotto da Gilles LeMao e N’Diouga Moctar Ba per La Huit Production / KUS / SAPROM / CITETELEVISION DE VILLEURBANE con la partecipazione di Air Afrique, CFI, Ministère français de la coopération; diretto da N’Diouga Moctar Ba; fotografia Pape Gora Seck; montaggio Claude Santiago; ; suono in presa diretta Pape N’Dour; mixage Jean-Marc Schick; formato DVCAM; durata 41’.

Iso Lo – Ismaël Lo (Francia, 2000)
v.o.st.it. prodotto da Stéphane Jourdain e N’Diouga Moctar Ba per La Huit Production / KUS / ARcANAL / CITETELEVISION DE VILLEURBANE con la partecipazione di CNC, Fiacre; diretto da Mansour Sora Wade; fotografia Pape Gora Seck; montaggio Claude Santiago; ; suono in presa diretta Robert Laoud; mixage Jean-Marc Schick; formato DVCAM; durata 42’.

Alla scoperta dell’universo musicale di due grandi artisti senegalesi: Ismaël Lo e Youssou N’Dour. Girati in occasione delle tournées dei due musicisti, queslo pellegrinaggio nel cuore dell’Africa ci porta alle origini della musica.

 

PROSPETTIVE
Paolo Angeli - Musica di legno


Paolo Angeli // prepared sardinian guitar

La sua presenza è attestata in un dipinto su legno del 1514, che oggi è conservato nella sacrestia della collegiata di sant’Orso. Non si tratta, però, di un monumento, o almeno non di un monumento qualsiasi. Ad avvicinarsi ai 500 anni, infatti, è un albero. O meglio «un’albera», dal momento che il tiglio è considerato fin dall’antichità una pianta femminile simbolo dell’amore coniugale.
La leggenda vuole che a piantare il tiglio, che ombreggia parte della piazzetta antistante la collegiata, sia stato lo stesso sant’Orso. Quel che è certo è che la sua chioma, decisamente folta a dispetto dell’età, è rassicurante testimone delle vicende cittadine, per nulla intimorita dagli eventi atmosferici come il temporale che, nel 1951, lacerò profondamente il tronco dell’albero. Dichiarato monumento nazionale nel 1924, il tiglio di sant’Orso si dimostra grato per le attenzioni che gli sono rivolte – nonché per i sostegni metallici applicati per alleviare il peso degli anni – fiorendo puntualmente ogni primavera.
Ai piedi di questo tronco secolare, il festival «Strade del Cinema» chiama a esibirsi, nell’ambito della sezione «Prospettive», il musicista sardo Paolo Angeli, cultore della chitarra sarda, che ha portato ai più alti livelli d’espressione artistica anche collaborando con artisti quali Fred Frith e Stefano Zorzanello, anch’essi ospiti di «Strade del Cinema». Paolo Angeli saprà far dialogare il legno del tiglio con quello del suo strumento (la particolarissima chitarra sarda preparata), animando nel corso di due concerti – uno pomeridiano e uno serale – un luogo caratteristico della città di Aosta che tanti ricordi susciterà in chi già seguiva il festival quando ancora si presentava come rassegna itinerante.

 

EVENTI

Les Parapluies de Cherbourg
Regia e sceneggiatura Jacques Demy. Fotografia (panoramico, Eastmancolor): Jean Rabier. Montaggio: Anne-Marie Cotret. Scenografia: Bernard Evein. Costumi: Jacqueline Moreau (abiti di Catherine Deneuve, di Real; ombrelli di Onm). Musica: Michel Legrand. Aiuto registi: Jean-Paul Savignac, Klaus Muller-Laue, André Flédérick. Interpreti: Catherine Deneuve (Geneviève Emery), Nino Castelnuovo (Guy Foucher), Anne Vernon (madame Emery), Marc Michel (Roland Cassard), Ellen Farner (Madeleine), Mireille Perrey (zia Elise), Harald Wolff (M. Dubourg), Jean Champion (Aubin, il garagista), Pierre Caden (Bernard), Jean-Pierre Dorat (Jean). Voci: Danielle Licari (Geneviève), José Bartel (Guy), Christiane Legrand (madame Emery), Georges Blanès (Roland Cassard), Claudine Meunier (Madeline), Claire Leclerc (zia Elise), Michel Legrand (Jean/il postino), Jacques Demy (il cliente/il servitore). Produzione: Mag Bodard per Parc Film/Madeleine Film/Beta-Film. Distribuzione: Lab 80 film. Durata: 91'. Origine: Francia/Rft, 1963. Copia proveniente da Lab 80 film.

Cherbourg, novembre 1957. Geneviève Emery, la cui madre ha un negozio di ombrelli, ama Guy Foucher, che abita con la vecchia zia Elise. Quest'ultima si prende amorevolmente cura anche della giovane Madeleine. Madame Emery, la madre di Geneviève, non vede di buon occhio l'idillio della figlia, dal momento che Guy è un modesto garagista che tra l'altro non ha ancora fatto il servizio militare. Avendo bisogno di realizzare una somma di contante, madame Emery si rivolge al ricco gioielliere Roland Cassard per vendergli un collier di diamanti. Guy viene richiamato. Prima di partire, Geneviève fa l'amore con lui, promettendogli poi di aspettarlo al suo ritorno. Gennaio 1958. Geneviève è incinta. Guy è in Algeria, da dove manda sue notizie sempre più raramente. Roland Cassard compie una visita in casa Emery. Dopo aver confidato di una sua recente, sfortunata esperienza sentimentale con una certa Lola a Nantes, chiede la mano di Geneviève. Aprile 1958. Senza che siano più arrivate notizie di Guy, e spinta dalla madre, Geneviève accetta l'offerta di Roland, che si è offerto di allevare il figlio che la ragazza aspetta come se fosse suo. Marzo 1959. Guy ritorna, ferito a una gamba, dall'Algeria. Geneviève e sua madre hanno lasciato la città. Guy riprende il suo lavoro al garage, ma ben presto lo lascia. Tira a campare per un po', poi, alla morte della zia, usa i soldi ricevuti in eredità per rilevare una stazione di servizio. Chiede quindi a Madeleine, che ha cominciato a frequentare, di sposarla. Dicembre 1963. È la vigilia di Natale. Aspettando il ritorno di Madeleine e del loro figlioletto, Guy vede arrivare alla sua stazione di servizio, per fare il pieno, una grossa Mercedes. Al volante c'è Geneviève, accanto a lei sua figlia. Guy e Geneviève non hanno più niente da dirsi.

14 agosto

Musica Per gli Occhi

INCROCI
LA MUSIQUE SELON DEBEN BHATTACHARYA
Un documentario di Stéphane Jourdain, 52'

Deben Bhattacharya ha passato la propria vita in cammino, a registrare musica in decine di paesi, centinaia di città e villaggi e a pubblicarla su disco. Né accademico né dilettante, quest’uomo avido di conoscenze, dalla sensibilità esacerbata, non sa stare fermo. Ha accumulato circa 800 ore di registrazioni, 16000 fotografie, ha diretto 23 film e pubblicato una quindicina di libri. Avanti e indietro tra il Nord e il Sud del mondo, lo straordinario percorso di quest’uomo si svela poco a poco, popolato di volti, viaggi e musiche.

 

PROSPETTIVE
Davide Sanson - Il suono del gesto

Davide Sanson // trumpet, tape

In uno spazio di collegamento tra la superficie e il sottosuolo, qual è il giardino antistante il criptoportico forense, Davide Sanson cercherà di mettere in realzione gli stimoli emozionali che gli fornirà l’ambiente in cui avrà luogo la sua esibizione con quelli legati alla reazione fisica dei suoni alle strutture architettoniche circostanti. Davide Sanson si è diplomato in tromba nel 1992, presso il Conservatorio di Cuneo, sotto la guida dei Maestri Corrado Colliard e Ivano Buat. Perfezionatosi con Max Sommerhalder e Rex Martin, ha collaborato con orchestre e ensemble di vario genere, tra cui l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano e l’Orchestra del Teatro Regio di Torino.

 

EVENTI

Louis Sclavis - Jean-Paul Dessy - Heribert Leuchter - Ensemble Musica Per gli Occhi
Louis Sclavis // clarinet
Jean-Paul Dessy // cello
Heribert Leuchter // saxes
Riccardo Ruggeri // vox
Nina Leonards // violin
Manuel Pramotton // saxes
Emmanuel Louis // guitar
Pascal Niggenkemper // bass
Etienne Plumer // percussions, drums

Dopo un percorso durato diversi mesi, il progetto «Musica per gli Occhi» si mostra finalmente al pubblico, e lo fa nel corso di una serata di «Strade del Cinema» in cui verranno musicati dal vivo, dai musicisti che hanno creato le composizioni originali, tre documentari dell’epoca del muto.
Finanziato dalla Commissione Europea, nell’ambito del programma «Culture 2000», il progetto è organizzato dall’associazione culturale «Strade del Cinema» di Aosta (Italia), affiancata dall’Asbl «Les Grignoux» di Liège (Belgio) e dall’associazione «Kaleidoskop» di Aachen (Germania). Di fondamentale importanza, inoltre, è stata la collaborazione con il «Museo Nazionale del Cinema di Torino – Fondazione Maria Adriana Prolo», che ha messo a disposizione le pellicole a partire dalle quali il progetto si è articolato. In ultimo, soltanto in ordine di tempo, è arrivata la collaborazione con la «Scuola per i Ciechi» di via Vivaio, a Milano, che ha permesso di estendere ulteriormente l’esperienza di «Musica per gli Occhi».

 

DA SORRENTO AD AMALFI
R: Piero Marelli - P: Tiziano Film, 35mm, safety, positivo, col., 90 m, lingua italiana, C5049/1.

VITA D’OLANDA
R: Piero Marelli - P: Tiziano Film 35mm, safety, positivo, col., 135 m, lingua italiana, C5049/2.

ATTRAVERSO LA SICILIA
R: Piero Marelli - P: Tiziano Film 35mm, safety, positivo, col., 105 m, lingua italiana, C5045/1.

NELLA CONCA D’ORO
R: Piero Marelli - P: Tiziano Film, 35mm, safety, positivo, col., 111 m, lingua italiana, C5045/2.

L’INDUSTRIA DELL’ARGILLA IN SICILIA
P: Tiziano Film 35mm, safety, positivo, col., 94 m, lingua italiana, C5045/3.

BELLEZZE D’ITALIA: TRITTICO DI VISIONI PITTORESCHE
(Ep: NEL GOLFO DI LA SPEZIA; LA VAL D’AOSTA; NELLA LAGUNA PITTORESCA)

P: Pasquali Film 35mm, safety, positivo, col.,lingua italiana, C5047.

NELLA SVIZZERA ITALIANA
P: Tiziano Film / Pasquali Film 35mm, safety, positivo, col., 147 m, lingua italiana, cartello con marchio Pasquali & C., didascalie in parte con marchio Pasquali & C. e in parte con marchio Tiziano Film, C5053/1.

DAL VERBANO ALLA SVIZZERA ATTRAVERSO IL GOTTARDO
R: Piero Marelli - P: Tiziano Film 35mm, safety, positivo, col., 126 m, lingua italiana, C5053/2

SUL TETTO DEL MONDO (VIAGGIO DI S.A.R. IL DUCA DEGLI ABRUZZI AL KARAKORAM)
anno: 1910; regia e fotografia: Vittorio Sella; metraggio originale: ca 700 m; visto di censura: 5060, 1 dicembre 1914; data disponibilità della copia: 23 febbraio 1910

 

 

15 agosto

La Belle Nivernaise musicato da François Raulin Trio - The Great Voices of Bulgaria

EVENTI

François Raulin - François Corneloup - Jean-Jacques Avenel - The Great Voices of Bulgaria
François Raulin // piano, composition
François Corneloup // baritone sax
Jean-Jacques Avenel // doublebass
The Great Voices of Bulgaria // choir
Ilia Mihaylov // conductor

Il folklore dell’est europeo incontra il jazz continentale per la serata di chiusura di «Strade del Cinema». Il coro femminile di Sofia, una delle varie espressioni delle «Great Voices of Bulgaria», sarà sostenuto nella musicazione del film «La belle Nivernaise» dal trio francese Raulin-Corneloup-Avenel.

 

La Belle Nivernaise (Francia, 1923)
una produzione Pathé; diretto da Jean Epstein; scritto da Jean Epstein dalla novella di Alphonse Daudet; fotografia: Paul Guichard, Léon Donnot. Montaggio: Jean Epstein, René Alinat. con: Blanche Montel, Mme Lacroix, Maurice Touzé, Pierre Hot, Jean-David Evremond, Roger Chantal, Pierre Ramelot, Georges Charlia, Max Bonnet; 35mm; 85' a 16 f/sec.; copia proveniente da Cineteca di Bologna.

Parigi, un ragazzo di strada viene adottato dal proprietario di una chiatta, la “Belle Nivernaise”, e dalla moglie. Il giovane cresce e vive felice sul fiume in compagnia di una ragazza con cui condivide giochi e lavoro, fino a quando il padre naturale non lo porta via con sé. Il ragazzo, lontano dai luoghi e dalle persone amate, si ammala e sta per morire. Al padre non resta che renderlo a chi ha saputo dargli la felicità. Tratto dall’omonimo romanzo di Alphonse Daudet.